giovedì 18 aprile 2019

21° tappa Lobios - Castro Laboreiro 21 lm





Lobios è una cittadina spagnola di 1.800 ab. in provincia di Ourense, ma molto vicino ai confini, infatti oggi torneremo nuovamente in Portogallo, un'ora di differenza, come fuso orario e fuso è anche il telefono che un momento segna l'ora spagnola e un attimo dopo quella portoghese! Colazione ale 7.00 (in Spagna è ancora buio), ma ci avvantaggiamo visto le pessime previsioni meteo, in realtà avremo una bella giornata di sole con una buona temperatura e una po' di pioggia all'arrivo. Tappa superba, perfette le tracce, forse la più bella di tutto il Cammino, i paesaggi incontrati ripagano ampiamente la fatica per i continui dislivelli. All' inizio seguiamo la segnaletica del Camino Miñoto Ribeiro, Miñoto (in spagnolo Minhoto) dal Miño, il  fiume che segna il confine tra le due nazioni, e Ribeiro per il traffico di commerci dell'omonimo famoso vino, che avveniva su questi sentieri. Fino ad Entrimo, paese con tutti i servizi, percorso semplice, una bellissima chiesa S.Maria la Real (chiusa) e si inizia a salire nel tipico paesaggio gallego, su mulattiere, imbrattate dalle mucche e con continui rivoli d'acqua, strette tra muretti a secco che delimitano verdi pascoli e horreos. Fattore predominante l'acqua, ruscelli, ponticelli in pietra, sorgenti che scaturiscono ovunque, sotto una coltre di vecchie querce. E si continua a salire, la vegetazione si riduce sempre più fino a lasciare il posto a bassi arbusti tra massi di granito dalle curiose forme che conferiscono al paesaggio, circondato da arditi e aspri monti, un aspetto lunare. Uno splendido panorama che incute ammirazione e soggezione, pensando agli antichi pellegrini che non sapevano cosa li aspettasse oltre quegli austeri monti, facile oggi con guide, GPS e persino la cartellonistica.... Queste solenni montagne segnano il confine tra Spagna e Portogallo, che ritroveremo nel primo borgo attraversato. Poi giù ad attraversare torrenti e fiumi e cascatelle su ponticelli e ponti più imponenti come quello a schiena d'asino, ponte da Cava da Velha e di nuovo si sale su un impervio sentiero che costeggia il fiume. Gli ultimi tre chilometri finalmente su asfalto, ma ancora l'ennesima e forse più ripida salita, sotto una fine pioggerellina, che ci porta a quota 950 m. la nostra meta, Castro Laboreiro!




mercoledì 17 aprile 2019

20° Campo de Geres - Lobios 24 km

Il vecchietto che ieri ci aveva detto "Santiago..." lo rincontriamo alle 21.30, mentre facciamo il giretto defaticante per il paese, sta portando le pecore all'ovile, ci saluta e spiega alla moglie "vedi quei due vanno a Santiago...sai ci va gente da tutto il mondo, anche gli americani e gli australiani e noi non ci siamo mai andati....". Alle 8.30 ci incamminiamo in una giornata nuvolosa, seguendo una lunga pista che si snoda a fianco della diga di Vilarinho das Furnas, tra pini ed eucalipti coi numerosi pilastri romani della Geira ad indicare il tragitto,  circondati da austeri monti. La strada è percorsa anche dalle auto, da una delle quali scende Maria, esuberante spagnola, anche lei creatrice di un Cammino, quello di S.Rosendo, ce né parla entusiasta e alla fine capiremo di avere due amici pellegrini in comune...Maria e Giovanni! Poi ci si inoltra in una zona più umida tra querce ricoperte d'edera e massi ammantati di muschio, il sentiero si fa più stretto tra rivoli d'acqua, cascatelle e copiosi torrenti attraversati da bei ponticelli lignei. Una breve e accidentata salita ci porta in vetta 760m. Portela do Homem, il vecchio e ormai abbandonato posto di frontiera tra Portogallo e Spagna. Del saltuario bar non c'è traccia...ci riposiamo un attimo e attrezziamo da pioggia, nel mentre passano i due pellegrini portoghesi che ci aveva annunciato ieri l'amico Henrique, li incontreremo poi, nell'unico bar della tappa. Sono Silvana e Tiago, una giovane coppia di Porto, vanno di fretta perché purtroppo hanno pochi giorni di ferie, così ieri si sono sorbiti una dura tappa di oltre 45 km arrivando col buio e anche oggi dovranno marciare un po'.....peccato erano proprio simpatici. Il Cammino da ora fino all'arrivo a Lobios, coincide con una via verde sentieri nella natura, nella prima parte tra monti sassosi e privi di vegetazione, poi tra pinete e brughiere colorate di ginestre ed erica e resti di insediamenti romani. Con una breve deviazione si raggiunge il piccolo paese di Os Banos, situato in una bella vallata, famoso per le terme e la sua piscina calda all'aperto, molto frequentato...ma a noi interessa il bar, l'unico della giornata, anche perché quando piove fermarsi a riposare senza un riparo è un problema! Ci aspettano 6km, un'ultima salita e in breve siamo alla meta, Lobios, borgo disteso lungo la via principale, qui salutiamo gli unici pellegrini finora incontrati...Il Cammino di Geira e Arrieiros è giovane, al suo attivo ha solo un centinaio di pellegrini, ma ha tutti i presupposti per richiamare pellegrini ! 


martedì 16 aprile 2019

19° tappa Caldelas - Campo do Geres 28 km







Giornata splendida fin dal primo mattino ottima per la tappa che ci aspetta...alla fine saranno oltre 28 km per i monti e anche se le altezze non superano i 500 m i continui saliscendi sono piuttosto impegnativi. Partiamo da Caldelas a quota 135m e subito iniziamo a salire a 465m, il sentiero si incanala tra muretti a secco ammantati di muschio, querce e una lussureggiante vegetazione. Il piccolo e grazioso paese di Paranhos, con un bar poche case, tra cui una con alloggio... col senno di poi sarebbe stata una buona idea essersi fermarti qui ieri e accorciare la tappa di 4km. Dopo un po' un altro bel paesino dalle case in sasso e i pittoreschi granai sopraelevata, S.Cruz, inizio della Geira Romana con tanto di cartellonistica, fin qui e anche oltre perfettamente segnalato con le frecce gialle, in alcuni punti un po' d'intuito, ma le tracce col GPS sono un buon aiuto. Gli antichi migli romani continuano a segnare le indicazione stradali regolarmente ogni 1480m,  circa 1000 passi, lungo lo splendido percorso che si snoda dapprima tra boschi di eucalipto poi tra cespugli di ginestre. Peccato dover discendere bruscamente verso Il paese di Terras de Bouro per poi ripidamente risalire in quota dove incrociamo due prestanti e mature tedescone che procedono in senso opposto al nostro. Sarà anche un' impegnativo zigzagare tra rivoli d'acqua che scorrono rigogliosi lungo il sentiero, ovunque s'ode un copioso gorgoglio di acque...e incontri con solitarie mucche. Per buona parte si cammina sul crinale con la vista che spazia sui rilievi e i numerosi paesi che punteggiano la vallata e di cui si sente in lontananza il soave carillon delle campane che precede lo scoccare delle ore. Dopo tanto terreno impervio, percorrere un po' d'asfalto fa anche piacere, così dal paese di Covide (bar e market) ci aspettano gli ultimi 4km su strada, mentre un vecchietto seduto su un muretto ci saluta e chiede "Santiago de Compostela?"......


lunedì 15 aprile 2019

18° tappa (1° tappa Cammino di Geira e Arrieiros) Braga - Caldelas 20 km

Suggestivi i riti della settimana santa nella penisola Iberica, da sabato qui a Braga è stato un susseguirsi di processioni, a quella notturna di ieri sera hanno assistito ben 17.000 persone, purtroppo noi abbiamo desistito....troppo lontana dal centro e troppo lunga, guarderemo il video su Youtube....
Oggi inizieremo questo nuovo Cammino, il Cammino di Geira e Arrieiros (240 km a Santiago), che segue in parte l'antica Geira Romana o Via Nova (calzada XVIII di Antonino I sec d.C) che andava da Braga ad Astorga (documentata da Tito e Domiziano) in 318 km, punto chiave per Las Medulas, la più grande miniera d'oro dell' Impero. Quindi si ricalcano importanti vie di comunicazione e commerci, successivamente fu un corridoio per il Cammino di Santiago, usati sia dai pellegrini che per portare materiali per la costruzione della cattedrale.
Mattina assai variabile, ma temperatura buona per camminare, ogni tanto veniamo "colpiti" da scrosci improvviso, qualche volta lo evitiamo con la sosta al bar, visto l'assenza di vento è stato utile anche l'ombrellino dei cinesi...Tappa semplice, per un breve tratto comune al cammino portoghese (che va a Ponte de Lima), perlopiù attraverso un'area urbana dove non mancano i servizi, ben segnalata con gli adesivi del cammino di Geira e anche le frecce gialle, grazie ad Henrique, che ci raggiunge per sapere se avevamo avuto problemi e con cui siamo costantemente in contatto...è un piacere sapere che nel dubbio c'è sempre qualcuno a cui rivolgersi, grazie Henrique! Lungo il Cammino si incontrano edicole votive dedicate alla Madonna di Fatima, anche nei giardini privati o piastrelle con l'effige di S.Antonio (i due protettori a cui portoghesi sono molte devoti), antichi cruzeiro, una bella fontana dedicata a Santiago alla periferia di Braga e belle  chiese come San Fruttuoso, Lago e il monastero di Rendufe. Quest'ultimo fu un importante convento benedettino presente già nel XIIsec. , anche se l'aspetto attuale risale al 1700, decaduto in seguito alla estinzione degli ordini religiosi..... Dopo le strade trafficate, animate dai "piloti" portoghesi che hanno una guida allegra , simili a noi italiani... ci inoltriamo lungo un sentiero lastricato tra boschi di eucalipti e tranquille frazioni in un paesaggio dolcemente collinare. Un' ultima breve salita ed eccoci alla meta, Caldelas, piccola località (1000 ab.) termale nota già ai romani, nel bel parco un monumento a Antonio Silva (morto nel 2015) famoso chef nativo del luogo e la bella chiesa dedicata a Santiago.











domenica 14 aprile 2019

Braga


Braga

Ieri al convento ostello diversi pellegrini provenienti dalla deviazione del Cammino portoghese, padre e figlio francesi, un ciclista portoghese, tre ragazzi spagnoli e Silvia pellegrina austriaca con cui discorriamo piacevolmente grazie al suo "italiano" . Da ieri in città è un susseguirsi di processioni e in particolare oggi per la domenica delle Palme....cosi a decidiamo di fermarci un giorno! Oggi visita alla splendida e animata città che trasuda di storia, ricca di importanti palazzi e chiese (è detta la città delle 100 chiese). Mattinata uggiosa, ma non fredda decidiamo comunque di salire alla chiesa del Bom Jesus, situata su un colle con la scenografica e lunga scalinata a doppia rampa incrociata, da cui ha preso ispirazione quella di Lamego. L'interno della chiesa è in buona parte in ristrutturazione e anche con una velata nebbiolina ha comunque il suo fascino... Ma cosa più importante, abbiamo l'occasione e l'onore di incontrare Henrique Malheiro, il creatore e autore del Caminho da Geira e dos Arrieiros ( la cui guida è anche tradotta in italiano, l'abbiamo comprata online prima di partire) che da domani inizieremo a percorrere. Persona speciale, come è un vero pellegrino, parliamo piacevolmente, ci porta a visitare la bella basilica di Nossa Senhora do Samerio da cui parte il Cammino Mariano (fino a Muxia....interessante....), ci offre l'appoggio lungo il percorso ci da importanti consigli e,  ci salutiamo con un selfie a "commemorare" i primi pellegrini italiani su questo nuovo Cammino. Nel pomeriggio un piacevole sole alzerà la temperatura a ben 23°, rendendo l'animata e ancora più invitante, una piacevole situazione per la processione delle 17.00, una suggestiva rievocazione per le vie cittadine e stasera dalle 22.00 ci aspetta la grande processione della Via Sacra.....








sabato 13 aprile 2019

17° tappa Guimarães - Braga 22 km


Ieri sera abbiamo trovato alloggio all'ostello Santiago con balconcino sulla omonima piazza, la più pittoresca, circondata da antichi edifici con localini e tavolini all'aperto, animata a tutte le ore ....sentiremo musica e chiacchericci  sino a tarda notte e dalle 6.00 del mattino i netturbini all'opera! Comunque l'ostello è carino e simpatico come il giovane "hospitalero" che ci invita a cena (risotto al baccalà) con altre 3 ragazze (a cui fa gli occhi dolci...), rifiutiamo poi l'invito a proseguire la festa con balli e musica...i pellegrini vanno a nanna presto e spazio alle conquiste giovanili.... A colazione incontriamo un giovane coreano conoscitore del Cammino di Santiago, che ci saluta affettuosamente, augurandoci il Buon Cammino, saluto che da oggi riceveremo spesso al posto del solito buon viaggio. Dal centro veniamo accompagnati fuori dalla conchiglia incisa nella pavimentazione, per poi essere sostituita dalle frequente frecce gialla e relativa mattonella. Giornata nuvolosa, ma dalla temperatura gradevole, si camminera'  su tutte le superfici, erbosa, sterrata, lasticata, ma soprattutto asfalto, pavé. Attraversiamo diversi paesi, con bar e persone sempre disponibili al dialogo e con simpatia verso i "fratelli" italiani, dai giovani agli anziani.  Come la nonnina di ieri che sorridendo biascicava parole, mentre mostrava orgogliosa il suo lavoro al telaio o sempre ieri, la nonnina che in bus rideva perché la sua sporta nelle curve scivolava e rischiava di perdere il coniglio (vivo!) che aveva comprato al mercato.... Attraversiamo un bel ponte romanico, e successivamente un ponte romano a filo d'acqua nella città termale (già nota agli antichi) di C, che conserva anche una preziosa ara di Traiano con iscrizioni dell'imperatore. Lungo il percorso belle chiesette con gli altoparlanti da cui esce una soave musica, antichi lavatoi, ma soprattutto la salita lastricata, con tratti della vecchia calzada romana che collegava G. a Braga, tra profumati eucalipti. In vetta la bella chiesa seicentesca dedicata a Santa Maria Maddalena, tardo barocco portoghese dalla singolare pianta a 7 lati. Una veloce discesa in un recente sentiero tra acerbi arbusti di eculipito, ci porta alla periferia della città di Braga(130.000 ab.), che ci mostrerà il suo volto più bello, quello storico, solo dopo diversi chilometri.






venerdì 12 aprile 2019

16° Felgueiras - Guimarães 20km



Splendida, Guimarães città di 150.000 ab., ma dal cuore antico, luogo di nascita del Portogallo, nell'antico nucleo storico, tra viuzze lastricate, conserva preziose chiese e palazzi che di notte sono contornati da suggestivi luminarie. Sorvoliamo sull'hotel dove abbiamo alloggiato, prenotato su booking con ottimi giudizi, un decadente palazzo a 5 piani, con impianti elettrici precari, con contorti e cupi corridoi e un intreccio di scale, un cigolante ascensore che si apre da più parti....splendido set per un film thriller...Bisogna però dire,  che alla reception sono molto gentili, ci cancellano la seconda notte prenotata, ci fanno anche pagare meno che su booking e poi è a due passi dalla stazione bus, così stamattina in breve tempo riprendiamo il bus e terminiamo la tappa che ieri avevamo "dimezzato". Giornata soleggiata e calda fin da subito, a Felgueiras riprendiamo a seguire le frecce gialle che ben nitide e frequenti ci accompagneranno per tutto il tragitto. Percorso prevalentemente su asfalto, ma molto piacevole, nel primo tratto si attraversa un verde paesaggio agricolo con alti vigneti (4-5 mt.) a pergolato o sorretti da alti alberi, coltivazioni di kiwi, e isolati horreo che qui si chiamano spigheiro, le antiche costruzioni usate per essicare e conservare mais e cereali. Sosta al  bel monastero benedettino di Santa Maria de Pombeiro, di origine romanica fu uno dei più importati del Portogallo, attualmente è in uso solo la chiesa, dal 1834 gli ordini religiosi sono qui stati estinti. Si continua su stradine secondarie con saltuari bar che non manchiamo di visitare, vista la temperatura dal cappuccino siamo passati alla bibita fresca, nei locali c'è l'usanza di tappezzare le vetrate con manifesti funebri.... un modo per informare la gente. Un'ardita salita attraverso una foresta di eucalipti ci conduce alla pista ciclopedonale, costruita sulla sede di una vecchia ferrovia dismessa, che pur asfaltata, si snoda piacevolmente in un bel paesaggio boscoso, la seguiremo per ben 7km. Finita la pista ripiombiamo nella città ci aspettano ancora 4 km, ma deliziati da questa adorabile città, visiteremo  castelli, chiese e palazzi e prenderemo persino la funivia, li percorreremo col "naso in su",  leggeri, ma con lo zaino ancora in spalla!








giovedì 11 aprile 2019

15° tappa Amarante - Felgueiras 23km

Gran bella cittadina Amarante, ce la ricordiamo dal lontano 1984....quando venimmo col vecchio Bedford.... e anche l'ostello-hotel è bell'edificio storico. Fu il primo hotel della città, l'unico fino al 1940, sempre appartenuto alla stessa famiglia, recentemente ristrutturato secondo i criteri della bio-architettura, un gradevole mix di moderno e antico. Ricca colazione a buffett e verso le 9.00 si parte tranquilli, in vista di una tappa di 20 km, che abbiamo dimezzato.... impensabile fare i 38km proposti dalla guida! Anche perché si tratta di un percorso assai impegnativo e noioso, più di un'ora per lasciare la lunga urbanizzazione di Amarante, anche attraverso strade pericolose e costantemente in salita! Due segnaletiche discordanti che si rincontreranno dopo 12 km, a nord la classica freccia gialla con le relative tracce GPS ed a est la cartellonistica verticale..... Quest'ultima è stata voluta  dall'associazione amici del Cammino di Santiago di Amarante, presente solo ieri è oggi e solo nell'ambito dei confini provinciali, segue a loro dire, un percorso più veritiero e storico di quello proposto dai creatori e sottolineano spagnoli, del Cammino di Torres! Noi seguiamo quella con le tracce, una svista o una freccia cancellata....e il cellulare risolve la situazione. Pochi i tratti sterrati, quando si attraversa la collina di eucalipti,  qualche tratto erboso, una ciottolosa calzada romana,   prevalentemente si camminera'  su un fastidioso pavé e asfalto, con continue salite e urbanizzazioni, dove non mancano i servizi, ma il paesaggio risulta piuttosto monotono. Alla fine saranno 23km fino a Felgueiras, moderna e anonima città di 57.000, hotel fuori dal centro e piuttosto cari, sono le 14.00 è una bellissima giornata di sole, così decidiamo di andare col bus a Guimarães (il fine tappa di domani), bella città dell'Unesco, pernottare lì due notti e domattina retrocedere in bus.





mercoledì 10 aprile 2019

14° tappa Mesão Frio - Amarante 31 km

La giornata inizia con gli ultimi strascichi di una notte piovosa e ventosa, tempo assai variabile, ma senza pioggia,  soleggiato e piuttosto gradevole (18°) nel tardo pomeriggio. Ricca colazione assieme ad una famiglia belga in vacanza, con Salvatore, il capofamiglia, italiano di seconda generazione, mentre il galante padrone di casa si commiata augurandoci il buon Cammino. Riprendiamo il percorso tornando in paese, riattraversando il piacevole centro di Mesão Frio, con le sue case e palazzi in granito, la chiesa di S.Nicola, per poi scendere al fiume ed iniziare a salire. Una lenta e costante salita che ci porta a lasciare la  prosperosa valle del Douro, non più i bassi e intensivi vitigni del Porto, ma il vinhos verdes (dolce), in alti pergolati attorno a piccoli appezzamenti coltivati ad orto o altro. Più modeste anche le case e una maggiore e barbara usanza di tenere i cani anche di piccola taglia alla catena... Dopo 6/7 km il primo bar, gestore simpatico e loquace, ci  da qualche lezione di portoghese, prova come si sta con lo zaino sulle spalle e ci augura buon Cammino. Lasciamo la strada asfaltata, la pineta di pini e eucalipto, mentre la vegetazione si fa più rarefatta con ginestre e massi arrotondati, arriviamo in vetta, tra i sibilanti moderni mulini a vento. Toccheremo il punto più alto 925 mt, del Cammino di Torres, ora segnalato, oltre alle tradizionali frecce gialle, anche da una cartellonistica in metallo che non sempre coincide con la traccia GPS.... Nel dubbio seguiamo le tracce, comunque fino ad Amarante, si seguirà prevalentemente la vecchia e stretta strada asfaltata, dopo la costruzione della nazionale poco trafficata, che si snoda nella vallata attraversando piccoli paesi con saltuari bar. Dopo la zona urbanizzata  ecco finalmente il centro di Amarante, il bel ponte sul fiume Tamega e la bella  prospettiva sulla chiesa e il convento di Sao Gonçalo, al Santo, pellegrino tra Santiago, Roma, Gerusalemme, si deve la costruzione del ponte per agevolare il passaggio sul fiume. All'interno una  profusione di legno intagliato e dorato,  oltre la statua di Santiago, troviamo San Gonçalo vestito da pellegrino, ma anche venerato come propiziatore di matrimoni e fertilità...si è cercato di scoraggiare anche la profana toccatina...ma senza risultati, mentre nelle vetrine e  bancarelle abbondano di dolci e pani dalla forma fallica. Gonçalo, ad onore del vero è solo Beato, ma grazie ai suoi miracoli, fu elevato al "grado" di Santo a furor di popolo già prima della beatificazione!






martedì 9 aprile 2019

13° tappa Peso da Regua- Mesão Frio 15 km

Peso de Regua merita una sosta e anche il bel b&b Casa do Salgueiral, situato proprio sul percorso del Cammino, vicino ai supermercati e alla lavanderia a gettoni, utile per rinfrescare l'abbigliamento.... Testiamo i bar nei dintorni, con sorpresa notiamo che in alcuni è possibile fumare, sono molto animati dagli operai che nel tardo pomeriggio tornano, con furgoni collettivi, dopo il lavoro nei campi....Nel vecchio e piccolo locale vicino al nostro alloggio, il simpatico gestore si sforza di fare conversazione ci dice che quel frinire intenso che si sente è dovuto alle cicale, significa che sta arrivando il caldo...domani sarà bello .....ci mostra un vecchio libro della città con antiche foto e i segni della grande alluvione del 1962. Davvero gentile, torneremo anche stamattina per un caffè, nell'attesa  smetta di piovere...il tempo assai variabile è già mutato e muterà più volte con improvvisi e rapidi piovaschi, che riusciremo a schivare, vuoi grazie al bar o alle provvidenziali pensiline della fermate bus! Tappa breve, ma intensa...partiamo subito con una lunga e rapidissima salita che in breve ci porta da quota fiume a 350m con incomparabili panorami sulla splendida valle del Douro e i suoi infiniti terrazzameti a vigneti. A parte le mulattiere il percorso è prevalentemente su asfalto, su strade secondarie, nella ampia valle del  Seromenha che sembra impossibile superare, percorreremo un vasto giro a ferro di cavallo per poi scendere per una bella e ripidissima mulattiera sull'antico ponte Cavalar. Ovviamente ci aspetta una ripida risalita, ma gli sforzi compiuti sono ripagati dal superbi panorama. Giornata dalla temperatura gradevole, il clima mite favorisce la crescita di numerosi agrumi, palme e orti rigogliosi che adornano le belle case, nel  finale il forte vento, che ha il pregio di allontanare neri nuvoloni rinfresca l'aria. Alle 14.00 siamo a destinazione Mesao Frio, cittadina a 600m., ne approfittiamo per pranzare, visto che l'alloggio trovato è fuori 1km, in centro la vecchia signora che affittava camere al momento è chiusa....così stasera, per i 60 anni di Fabrizio, alloggeremo nell'antica casa patronale di una Quinta immersi tra i vigneti degradanti su Douro....






lunedì 8 aprile 2019

12° tappa Lamego - Peso da Regua 17km

Impagabile la camera con vista cattedrale...lasciamo aperte imposte e tende per godere a pieno del panorama...così alle 6.30 quando inizia ad albeggiare ci svegliamo... Approfittiamo del bel tempo con tanto di arcobaleno, del fatto che la colazione viene servita dopo le 8.00 e della breve tappa odierna, per farci un giro turistico per la città. Lamego, città dall'importante passato di cui ha rimasto testimonianze pregevoli, come chiese, palazzi, musei e da un ricco presente legato al vino. Decidiamo di sgranchirci un po' salendo  gli oltre 600 gradini della scenografica scalinata, adorna di azulejos e statue, fino al santuario de Nossa Senhora dos Remédios.... Il tempo di fare colazione e torna a piovere, ma partiamo imperterriti, solo due brevi scrosci in tutta la giornata, per il resto un bel sole che rende onore al favoloso paesaggio. Uscita da Lamego subito in salita, intravediamo davanti a noi una coppia di giovani con lo zaino... acceleriamo, li raggiungiamo e scopriamo che fanno il Cammino di Santiago....ma non il nostro, il Portugues Interior ! Un fugace scambio di opinioni, 4km insieme lungo una ciottolosa e scivolosa discesa, una sosta al bar a Sande con la chiesa di Santiago (chiusa) e le strade si dividono....la loro ben segnata, per la nostra ci aiuta il GPS e due signore del posto. A parte una tappa ben marcata, la segnaletica del Torres è un po' carente, anche oggi quando ci aggiriamo tra gli immensi vigneti terrazzati. Ora le viti hanno preso il sopravvento, tutte le pendici fino al fondovalle sono sfruttate per ricavare il prezioso nettare, il vino Porto. Scendiamo per una valle impervia e severa, una gola detta la sala dell'udienza del diavolo, con un bel ponte antico per attraversare il fiume, qualche ulivo, ciliegio e odorosi eucalipti si alternano alle onnipresenti viti. Dopo impegnativi saliscendi, sapendo che ce ne aspetteranno peggiori, per un totale di oltre 30km, decidiamo di dividere la tappa in due e fermarci a Peso da Regua, dopo 17km, a cui giungiamo dopo aver attraversato un bel ponte pedonale sul fiume Duoro. Cittadina turistica con un bel lungo fiume, centro regionale e capitale internazionale del vino e della vite, la zona è patrimonio dell'Unesco, Il fiume Douro offre paesaggi favolosi, il suo micro-clima a causa della catena montuosa lo protegge dall'influenza dell'Oceano Atlantico e garantisce le condizioni essenziali per la produzione e la fama del  Porto!