lunedì 16 luglio 2018

20° tappa Las Medulas - O Barco 29km

Ieri eravamo alloggiati a casa Sacorro, dove ospitano pellegrini al prezzo di 15€ l'uno, camera doppia, lenzuoli, asciugamani, Wi-Fi e colazione! Oltre a noi una coppia di Valencia, che abbiamo appena intravisto, perché dalle 19.30 ha imperversato un violento temporale che ci ha costretto in camera.
Prima di iniziare la tappa, ci concediamo un giro di un paio di km tra le suggestive formazioni rocciose di Las Medulas, cosi solitaria rispetto a turisti che l'animavano ieri....Giornata soleggiata, velata di prima mattina, dopo una breve salita fino a 850m.,inizia una lunga e monotona discesa per una comoda pista forestale, per 9 km non si vede via d'uscita, solo verdi colli ammantati per lo più da una bassa vegetazione. Non ci siamo ancora abituati all'assenza di Andres e ogni tanto ci giriamo indietro per vedere se arriva....come ci teniamo in contatto, sta proseguendo speditamente verso Santiago, dal più corto Cammino Francese. Contorto e lungo l'arrivo e l'uscita da Puente di Domingo Florez, paese disteso a 380m alla confluenza di due fiumi, ultimo paese del Leon, ma legato più alla vicina Galizia, da cui dista appena 1km. Bellissimo il successivo tragitto che si dipana sul fianco del monte quasi parallelo alla ferrovia e all'ampio alveo del fiume Sil, abbastanza impegnativo, la Galizia non avrà grandi altitudini, ma è un continuo saliscendi! Si percorre un comodo stradello sterrato, un po' assolato ma con belle viste sulla vallata, il fiume, i monti circostanti e le numerose fabbriche d'ardesia, il materiale con cui ora sono fatti i mojon, i pilastrini che indicano il Cammino. L'attraversamento di qualche paese, alcuni semi spopolati, varia il lungo percorso di quasi 30km, l'ultimo tratto tra ombrose querce da sughero e vigneti, prima degli ultimi km lungo l'interminabile e anonima città di O Barco, dove troveremo alloggio in un modesto, ma dignitoso hotel, convenzionato coi pellegrini.






domenica 15 luglio 2018

19° tappa (1° tappa Cammino d'Inverno) Ponferrada - Las Medulas 28 km

Lasciamo Ponferrada prima delle 7.00, in una calda mattinata (20°), nel senso opposto rispetto ai numerosi pellegrini che stanno percorrendo il Cammino "classico" , noi dobbiamo retrocedere fino all'antico ponte all'inizio della città (e son già 2 km da dove eravamo alloggiati.....), per il ben segnalato Camino de Invierno, un'alternativa al massificato Cammino Francese. Considerato l'entrata naturale  in Galizia, fu creato per agevolare i pellegrini nell'attraversamento, nei mesi invernali, della vetta di O'Cebreiro, correndo un po' più a sud ad un'altitudine più bassa. Per un bel tratto si procede paralleli al profondo e ampio letto del fiume Sil, mentre dalla parte opposta ci accompagnano le vedute sulla vasta periferia di Ponferrada. Dopo 4km si intravedono dei pellegrini intenti a confabulare.....sono tre giovani inglesi che ci chiedono se ormai siamo a Cacabelos.......ma è dall'altra parte sul Cammino Francese...purtroppo hanno seguito la freccia sbagliata e devono tornare indietro! Ora il sentiero si snoda su sterrati in una vasta e collinare zona di bassi vigneti, mandorli, noci e tanti ciliegi, attraversiamo diversi paesi assopiti, neanche un anziano in giro.... Verso le 10.00, dopo il panoramico balcone sulla Valle del Bierzo,  incontriamo qualche mattiniero e quando chiediamo del bar ci rispondono che alla domenica prima delle 13.00 non troveremo niente di aperto...ma gentilmente ci chiedono se ci serve acqua o altro....allora ci sostentiamo con una scorpacciata di ciliegie! Ad un bivio è possibile scegliere una variante, più lunga di 3km, ma paesaggisticamente più bella, così la seguiamo per un irto sentiero che si inerpica in una stretta gola con belle viste sul castello abbarbicato sul monte opposto. Arriviamo ad un solitario e pittoresco borgo, Villavieja, quattro case, la chiesa, un albergue del pellegrino e nient'altro (troppo presto per fermarci.....) in un fitto bosco di centenari castagni. Chiudiamo la stretta gola girando di quasi 180° costeggiando l'altro versante che porta al castello del Cornatel per poi scendere ripidamente nella vallata. E finalmente dopo 20 km, a Borrenes un grazioso villaggio fiorito, dove si sta riposando una solitaria coppia di pellegrini (tedeschi?), troviamo il 1° bar aperto e che accoglienza....l'oste ci vuol timbrare la credenziale, si offre di cercarci un alloggio per fine tappa e ci fotografa per l'associazione del Cammino d'Inverno! Il sole comincia a far sentire il suo calore (31°) soprattutto quando il sentiero corre nella valle, tra siepi di rovi e neanche un'ombra, sfioriamo il paese Carucedo e il suo lago (raggiungibili con una deviazione di 600m) poi in leggera, ma costante salita ci aspettano gli ultimi 4km, con viste sulle rosse formazioni rocciose di Las Medulas. Oggi sito Unesco, sono le miniere d'oro più importanti dell'impero romano, il prezioso minerale veniva estratto con una particolare tecnica ad acqua (ben descritta da Plinio il Vecchio) dando vita ai pittoreschi paesaggi che vediamo oggi!







sabato 14 luglio 2018

18° tappa Losada - Ponferrada 27 km






La tappa di ieri era giusta, 24 km, un paese dove c'è un hotel al prezzo pellegrino di 15€ a persona, la possibilità di mangiare al bar-ristorante e i disponibili gestori che ci aprono il bar alle 7.00 (anziché alle 10.00) per la colazione. Invece il Cammino farebbe fermare 4 km prima, con tanto di pannellistica, in un luogo dove si dorme al suolo e non c'è né un alimentari né un ristorante e appesantendo, come km, anche le tappe successive, lo faremo presente all'associazione che si occupa del Camino Olvidado! Il temporale pomeridiano ci ha precluso l'uso della piscina, ma ci ha "coinvolto" nella festa di compleanno, per il maltempo svoltasi all'interno del bar, di 20 bambini scatenati, e relativi parenti....animando il piccolo pueblo.
Un'altra bella mattina per l'ultimo giorno dell'Olvidado, un bel percorso che si affianca anche ad una sentieristica locale (camino natural), di recente realizzazione, con una cartellonistica molto particolareggiata. Saliamo per stradelli sterrati tra brughiera nella rossa terra,
attraversiamo boschi di querce da sughero, castagni e ciliegi, in leggero saliscendi, passando per paesini addormentati con l'eventuale bar logicamente chiuso anche per l'orario troppo mattiniero. Si sale per un lungo tratto con belle viste sul bacino di Barcena, la piana e i monti circostanti, in alto la chiesa della Virgen de la Pena e in basso il paesino di Congosto.
Solitario, ma sorprendente e spettacolare questo Cammino Olvidado, tempo splendido, un solo giorno di pioggia, ma soprattutto abbiamo avuto la fortuna di condividere 15 giorni (su 18) con Andres! Andres una bella persona, discreta, ma sempre presente,sensibile, profonda, determinata (a volte pretende perfino troppo da se stesso...), ci uniscono molte affinità, ci ha uniti molto il Cammino ! L'arrivo a Ponferrada è disorientare, il "caos" di una grande città a cui non eravamo più abituati, il pullulare di gente, turisti e pellegrini ci crea un po' di disagio....quasi a confermare che questo Cammino è concluso, le nostre Vie continueranno su strade diverse, più ricche di ricordi ed emozioni....


venerdì 13 luglio 2018

17° tappa (venerdì 13 luglio) Igüeña- Losada 24 km


I ragazzi del bar-ristorante la Playa, che gestiscono l'ostello, gentilmente ci preparano la colazione per le 7.00 così in breve siamo già in marcia. Bella mattinata da subito calda quando iniziamo ad inerpicarci su sentieri che si snodano attraversano prati e recinti tra il bestiame al pascolo. Lasciamo alle spalle le montagne del Leon mentre davanti a noi si aprono le colline e la vasta piana del Bierzo su un percorso sempre più assolato. Ed eccoci in un importante crocevia (Via Nova per Astorga, Cammino delle Asturie e Cammino Olvidado), qui i pellegrini deponevano un sasso a testimonianza del loro passaggio che simbolicamente era anche un lasciare pene e dolori, ciò ha fatto si che in questo luogo nascesse un ancestrale simbolo jacobeo, la Cruz Cercenada (troncata). Spezzata, perché fu più volte  distrutta dagli invasori, il simbolo della Via Vieja (vecchia) fu poi recuperato e trasferito sul Cammino Francese, col nome di Cruz de Hierro. Grazie al ripristino del Cammino Olvidado, la croce è ora nel suo luogo originale e poiché ha cessato di essere "spezzata" si spera che anche la Via Vecchia cesserà di essere la strada dimenticata..... In breve siamo a Quintana de Fuseros, un tempo importate centro minerario (carbone), oggi conta 200 abitanti e ben due bar... aperti solo dalle 12.00...troppo presto, ma nello zaino c'è sempre un po' di dispensa.... Un lungo sterrato sale sui colli dapprima tra querce e abeti che poi poi lasciano il posto ad arbusti e cespugli, mentre la pista diventa sempre più ampia, una sorta di strada taglia fuoco. Una lunga e impervia discesa, nell'ultimo tratto infestata da alte erbacce ci porta a Labaniego, un paesino di 15 anime, con belle casette le solite fonti e tanti ciliegi selvatici. La tappa finirebbe qui, ma non ci sono servizi, ci dicono si potrebbe dormire nella vecchia scuola....ma poi non ci sarebbe di che mangiare....quindi proseguiamo per altri 5 km fino a Losada.  Arriviamo spossati dal caldo (30°) e dal sole, in questo villaggio di soli 100 ab, con la chiesetta di Santiago, una bella piazza, ma soprattutto, presso il centro sportivo un hotel- ristorante con tanto di piscina!








giovedì 12 luglio 2018

16° tappa Fasgar - Igüeña 20 km


Il bel paese di Fasgar, è collocato a 1.350 mt. al termine della valle e della strada, conta 6 persone d'inverno, fra cui 3 della famiglia di Rosy, l'hospitalera (lei, il marito e la bimba....) Sia lei che il barista del minimale bar aperto solo nel tardo pomeriggio di luglio e agosto (quando la gente ritorna per le vacanza) ci raccontano dello spopolamento della valle, ma della passione e volontà per preservare un'identita', si vede anche dal buono stato di conservazione dell'abitato. Ci dicono che non dovrebbe piovere, al mattino, nel qual caso sarebbe sconsigliato perché impervio e scivoloso e.....con la possibilità di incontrare persino gli orsi ! Ed allora Andres punta la sveglia alle 6.00, colazione in ostello e alle prime luci dell'alba, col sole che stenta a salire da dietro ai monti e l'aria fredda, si parte subito per una lunga salita fino a 1.650 mt., con una fonte "miracolosa" bevendo dalla quale non ci si ammala per un anno. Da qui la vista spazia su un superbo panorama, siamo circondati da una cornice di vette che superano i 2000 mt con caprioli che saltellano e rapaci che volteggiano e sotto di noi l'ampia e verde vallata solcata da rivoli d'acqua e mucche al pascolo con una scenografica e solitaria casa. Scendiamo nel vasto pianoro di Campo Santiago, una cappella commemora la sconfitta dei Mori da parte dell'esigua popolazione grazie alla comparsa di Santiago Matamores sul suo cavallo bianco. Ed inizia la lunga discesa di oltre 15 km dove non si intravede l'uscita, su di un sentiero impervio e pietroso (micidiale per i piedi di Andres...) a volte esposto con rivoli d'acqua che corrono tra i piedi, a tratti lungo ombrosi tunnel di fitta vegetazione tra felci e cascatelle, costeggiando e riattraversando più volte il fiume fino a Colinas del Campo Martin Moro ( il paese spagnolo col nome più lungo). Bellissimo e solitario villaggio attraversato dal fiume, ponti, molini, caratteristiche case in sasso con finiture lignee e neri tetti d'ardesia e l'agognato bar ..... aperto solo sabato e domenica! Dopo una sosta dove diamo fondo alla dispensa ci aspettano gli ultimi 7 km, in un falso piano sterrato leggermente in discesa, che costeggia il fiume e le continue cascatelle, sotto un bel sole, fino al paesello di Igüeña, con un'attrezzata spiaggia fluviale e di fronte il nuovo ostello ancora una volta solo per noi! Senza dubbio la tappa regina del Cammino Olvidado, splendidi paesaggi, molto verde grazie alla primavera ed estate piovosa (negli anni precedente molto più secco dovuto ad un triennio siccitoso) ed una bellissima giornata e non poteva essere diversamente ... illuminata dalla bella notizia che ieri sera ci ha comunicato una carissima amica!






mercoledì 11 luglio 2018

15° tappa Pandorado - Fasgar 25 km


Splendidi alba e tramonto dalle ampie vetrate dell'hotel, dove lo sguardo spazia su montagne incontaminate. A colazione Carlos, il simpatico gestore, al quale Fabrizio chiede "...ma tutto questo è tuo?" risponde " no, non sono mica matto...." ci racconta la storia di questo superbo luogo, come dice lui, nato da un capriccio..... Venti anni fa un ricco signore di Leon, si innamora di questo luogo ameno, compra un vasto terreno, affida la costruzione del complesso ad un noto architetto e si ritira a vivere con la sua giovane donna, in questo immenso castello moderno (un'ardita e innovativa architettura in pietra e legno, ampie vetrate, terrazze, una Spa e dependance per gli ospiti...), solo loro due, le guardie del corpo, un cuoco, una cameriera e un maggiordomo.... solo per un anno. Poi il declino....il denaro finisce...la bella lo lascia e il maniero diventa proprietà di una società che gestisce locali e viene trasformato in hotel ...

Ci incamminiamo in una fresca (siamo a 1.100m ), ma già soleggiata mattinata, scendendo lungo un piacevole sentiero erboso che costeggia il rio Omana, in un folto bosco di querce ammantate di muschio, tra verdi pascoli. Dopo un paio d'ore si sentono riecheggiare tuoni in lontananza mentre sopraggiungono dense nubi, facciamo appena in tempo a ripararci nel bar che scoppia un violento temporale, nel frattempo ci telefona Carlos preoccupato, prima di partire ci aveva assicurato un bel giorno... comunque per qualsiasi cosa è a disposizione. Anche il curato che è nel bar  dice che più tardi dovrebbe migliorare, ma se abbiamo bisogno di un passaggio fra un po' c'è un funerale...... Ma i pellegrini non temono le intemperie.....aspettiamo un po', poi via, tenuta anti pioggia e di nuovo in marcia, improponibile seguire il sentiero lungo il fiume, continuiamo lungo la strada per i rimanenti 17 km! In fila indiana e a capo chino procediamo spediti a dispetto della fitta pioggia che ci infradicia le scarpe,  verso le 13.00 arriviamo a Barrio del Punte (28 ab) mentre inizia a schiarire, arriva anche lo strombettante furgoncino della alimentazione ambulante e piacevole sorpresa .... un bar aperto (saltuariamente)! Ci dicono che nonostante abbiano messo tavole in legno lungo il sentiero fluviale c'è l'acqua alta e non è percorribile, occorre proseguire per la strada.  Attraversiamo piccoli borghi ben tenuti di 20-30 abitanti, dalle case in sasso col tetto d'ardesia e belle chiesette dal campanile a vela con cicogne, che si animano all'arrivo dell' ambulante....a saperlo ci saremmo risparmiati di portarci dietro i viveri..... Ed eccoci nell' accogliente ostello di Fasgar, la vecchia scuola appena ristrutturata tutta in caldo legno,  odora ancora di nuovo, dieci posti, due bagni, una bella cucina, la stufa a pellet (siamo a 1350 m.), tutto per noi tre!





martedì 10 luglio 2018

14° tappa La Robla - Pandorado 33 km


Ieri sera abbiamo cenato nella bella funzionale cucina dell'ostello per poi attardarci nel portico. Metti 10 pellegrini e di cosa si parla....di Cammini e di come affrontare la tappa di domani.... dopo una serie di telefonate Andres trova posto per dormire solo a 33 km ....al Grand Hotel Pandorado (felici di ospitare pellegrini ci offrono un prezzo speciale di 30€ a testa con colazione), ci dovremo anche portare il cibo per il giorno seguente, perché lì avremo l'ostello, ma non di che mangiare, nel paese non ci sono né bar né ristoranti!
La mattinata inizia presto, i primi pellegrini alle 5.00 sono già all'opera .... prepara lo zaino, entra ed esci dalla camerata....a forza di sentir rumori alle 6.30 siamo in piedi anche noi, rimangono a letto solo la signora di Valencia ( indisposta, proseguirà' in taxi mentre il marito è partito presto..) e la giovane Chelsee che si affida al "carpe diem".... Lasciamo la città con la vista sulle miniere e centrali, attraverso gli anonimi paesi satelliti, ormai spopolati e senza servizi a causa della crisi industriale e della nuova statale che li ha tagliati fuori.... Tappa lunga, ma semplice in leggero saliscendi, l'80% su asfalto a fianco della statale (con lavori in corso per il riasfalto....), qualche antica chiesetta e null'altro, il primo bar utile dopo 16 km alla La Magdalena! Certamente più piacevoli i tratti su stradelli erbosi che corrono tra cavalli e mucche al pascolo, prati fioriti ricchi di api, cicogne e anche qualche spaurito cerbiatto, tra colli adorni di querce. Nell'ultimo villaggio ci premuniamo di viveri per la cena di domani e colazione del giorno seguente, visto essere l'unico punto di approvvigionamento per un paio di giorni... speriamo, ma non contiamo troppo su qualche  bar ad apertura sporadica.... Ed eccoci a Pandorado, situato su un'altura tra verdi prati, 15 abitanti, un ristorante chiuso al martedì (oggi!), un altro aperto fino alle 16.00 in cui abbiamo riservato l'unico pasto odierno..., una casa rural già occupata e il nostro Grand SPA Hotel immerso nella natura.....











lunedì 9 luglio 2018

13° tappa Boñar - La Robla 31 km


Il temporale pomeridiano di ieri ha spazzato via tutte le nubi regalandoci una mattinata tersa e frizzante, di buon ora siamo in cammino, grazie anche al bar che è aperto già dalle 6.30! Il primo tratto si snoda su sentieri sterrati in dolci saliscendi, attraverso pascoli e prati, circondati da colli ammantati di conifere e querce, mentre in lontananza si stagliano le più aspre vette dei Picos de Europa. Segnalato ora come Camino Viejo o de Montaña con panelli esplicativi nei paesi, è stato recentemente rimarcato, in certe tappe esiste anche una variante (B) più montana, ma eseguibile solo con le tracce GPS., spesso affiancato a percorsi in mountain bike. Si attraversano piccole comunità, sempre presenti le fonti, le deliziose chiese romaniche e qualche casa blasonata, il primo bar utile dopo una decina di km. La Vecilla de Curueno, animato paese di 500ab. situato in un'importante crocevia, sono presenti tutti i servizi e nella centrale piazza la chiesa di Santiago con tanto di nido e cicogne. Il percorso corre tra i 950 e 1100m senza particolari difficoltà, meno piacevole il lungo tratto sul bordo della strada 626, buon margine per camminare, ma con traffico veloce.... Dopo 18 km un altro bar (nei paesi precedenti erano chiusi...per sempre o perché è lunedì?) a Robles De la Vacueva, con la bella ermita de Boinas, prima di un altro lungo tratto sulla statale, gli ultimi km per una sterrata ciclopedonale parallela alla ferrovia ed ecco La Robla, cittadina industriale ( carbone, cemento, centrale....) e alla fine del lungo centro l'albergue. Nuova (2011) e bella struttura in legno, 16 posti, una bella cucina ....e altri pellegrini del Cammino del Salvador (1° tappa da Leon) un ragazzo spagnolo, una coppia valenciana, un torinese....ma sul tardi arriva il tornado Chelsee, una bella e simpatica ragazzona americana anche lei proveniente dall'Olvidado ma per un cammino tutto suo...(da diversi anni vive in Spagna) e ancora un austriaco e un francese con il cronometro alla mano!








domenica 8 luglio 2018

12° tappa Cistierna - Boñar 28 km


La giornata comincia male, Andres non è in condizione di camminare e ci precederà in treno, quindi partiamo soli e a digiuno....L'unico bar che doveva essere aperto è ancora chiuso come domenica scorsa un detto spagnolo recita "apriamo quando arriviamo e chiudiamo quando ce ne andiamo..."! Il sentiero, sempre ben segnalato, ora prende il nome di Camino de Montaña, si inoltra nella vallata, tra piccole querce è arbusti per poi salire  dolcemente. Dopo l'ennesimo bar chiuso, mentre procediamo un po' abbacchiati veniamo affiancati dall'auto della polizia, pensiamo ci chiedano se abbiamo bisogno di qualcosa...macché vogliono sapere se abbiamo visto un'auto grigia sospetta e un'altra volante (?) non sarà mica scappato Igor.... Dopo 12 km, dovrebbe esserci il bar della stazione, che sappiamo essere chiuso il lunedì, ma anche la domenica...un altro ha appena aperto, ma l'oste non ha la faccia amichevole, non si possono usare i servizi, perché appena puliti, non ha nulla da mangiare se non patatine, al massimo ci può fare un caffè (e va a farlo nel retro!?) ...meglio di niente! Dalla La Ercina invece di seguire la strada, si può fare il sentiero tra i monti (3km in più), comodo e con un paesaggio piacevole, corre lungo il crinale tra pascoli e brughiera fiorita con variopinte farfalle, mentre la vista che spazia tra valli e colli. Sempre graziose le chiesette romaniche dal campanile a vela, alcune case blasonate su tracciato della via delle legioni romane (l'attuale spa utilizza delle acque calde, già note ai romani), ma sempre assenti i servizi, così diamo fondo alla dispensa una scatoletta di tonno, un po' di cioccolata e pane di 4 giorni fa....ma almeno le fonti non mancano! Finalmente dopo 22 km, il primo bar utile, un tele club una sorta di circolo culturale dove è riunito tutto il paese (60ab.) una birra, una coca e due tapas, ora ci restano gli ultimi 6 km, su uno sterrato parallelo alla ferrovia e la bella notizia che Andres è andato dal medico è gli ha confermato che può continuare! Sotto un sole cocente (28°) alle 15.30 siamo in vista di Boñar, dove ci aspetta Andres con la chiave della stanza e il pranzo prenotato....una soddisfazione, soprattutto quando dopo un po', sdraiati nel letto, scoppia un acquazzone!









sabato 7 luglio 2018

11° tappa Puente Almuhey -Cistierna 25 km



La breve tappa di ieri ha permesso ad Andres di riposare il piede in vista di quella odierna che si rivelerà piuttosto impegnativa.... Ci accoglie una bella mattina serena e fresca (12°), lasciamo il bar alle 7.30 mentre in tv fervono i preparativi della famosa festa di S.Firmino a Pamplona...e ci inoltra prima su stradine secondarie poi per umide tracce tra i prati fino ad un grazioso laghetto. Attraversiamo silenti villaggi dalle preziose chiese romaniche e poco dopo le 10.00 siamo già in vista dell'importante santuario della Vergine della Valle, aprirà solo dopo un'ora, quindi ci concediamo una seconda colazione e un riposino nel vicino bar-ristorante-alloggio. Scenograficamente disposto su un pianoro circondato dai monti, sorto sui resti di una cappella del X sec. è  una frequentata meta di pellegrinaggio dovuta ad un'apparizione miracolosa nel XV sec.a cui si deve anche l'attuale edificio,  pregevole l'interno, la statua di Santiago Matamores, la torre e il vicino hospital del pellegrino. Saliamo per un bel sentiero tra antiche querce e ginestre, nella splendida cornice della cordigliera Cantabrica che si staglia contro un cielo azzurro mentre in sottofondo s'odono soavi i canti gregoriani....Un sublime paesaggio che culmina in un vasto alpeggio, verdi pascoli brulicanti di pecore guardate da mastini del Leon....che da distanza ci intimano di non avvicinarci.... Tutto perfetto e troppo bello per durare..... la irta e lenta salita ci fa credere che il paese in vista nella valle sia già la meta, la comoda pista si trasforma in un impervio e pietroso sentiero che si inerpica ancora sui monti per poi scendere ripidamente attraverso una pineta resa fangosa dalle opere di disboscamento in corso.... massacrante per i piedi del nostro Andres ... Ottima la segnalazione e il tempo che ci ha assistito, sole e una temperatura gradevole (26°), siamo accolti nell'albergue del pellegrino di Cisterna che si trova all'incrocio di due Cammini, l'Olvidado e il Vadiniense (rappresentato da due pellegrine di Valencia), espletate le formalità del caso alle 16.30 siamo a pranzo e poi il meritato riposo!





venerdì 6 luglio 2018

10° tappa Guardo - Puente Almuhey 14 km

La città di Guardo ( 7400 ab.) si estende in modo sparso e vasto tra vallata e colli, fu particolari attrattive, ma fortemente intenzionata a promuovere il Cammino Olvidado. Sia l'ufficio informazioni, che l'hotel, ci scattano foto promozionali come pellegrini.....e ci offrono di alloggiare nel tre stelle per 20€ a persona con colazione!
In vista della breve tappa odierna (14 km) sfruttiamo fino all'ultimo l'hotel e partiamo dopo le 9.00, una fresca mattinata ancora velata dalla nebbia, fortuna vuole che siamo già nella parte alta del paese all'imbocco del sentiero. Iniziamo a vedere, oltre la freccia gialla dipinta in sassi e alberi, le prime (e nuove) segnaletiche con la classica conchiglia in campo blu, che si inoltrano in un boschetto di querce,  passando a fianco ad un'antica ermita. Poi, per qualche km, si costeggia la strada che volendo, senza deviazioni, porta alla meta, noi invece, nonostante avessimo letto di sentieri spesso impraticabili per la fitta vegetazione e guadi, lo seguiamo ugualmente...  Non né vale la pena, per pochi km, di infognarsi in un fitto ed impervio sottobosco, tra rovi, fango e filo spinato da scavalcare.......comunque ne usciremo indenni. Giornata  soleggiata gradevolmente con un bel paesaggio alpino tra boschetti, pascoli e cicogne che danno il nome al paese di Cegonal, piccolo borgo con una bella chiesa romanica e un bar ristorante (chiuso al lunedì), il precedente villaggio, Espinosa, invece è praticamente disabitato. Un'ultima deviazione sale tra i  boschi dove sbucano e altrettanto rapidamente spariscono, due giovani cerbiatti (?), più impervia la discesa attraverso i prati che ci conduce a Puente Almuhey (indicazioni anche del Cammino Liebaniego), dove il sindaco ci aspetta per darci le chiavi del nuovissimo albergue.
Un appartamento che odora ancora di nuovo, tutto per noi, visto che l'unico pellegrino (l'unico anche da quando siamo partiti) che oggi ci ha superato, proveniente da Sahagun, marcia velocemente verso nord, 12 posti letto in tre camere, 3 bagni, una cucina basica (solo microonde) e.....gratuito!
Tappa breve e abbastanza facile, se si evitano le deviazioni, col senno di poi era preferibile accorciare il tappone di ieri fermandosi a Santibanez, soprattutto per il piede di Andres...ma l' hombre è tipo tosto! 





giovedì 5 luglio 2018

9° tappa Cervera de Pisguera - Guardo 39 km

Ieri, Blanca, splendida nel suo ruolo di hospitalera, non solo ci ha fatto sentire come a casa, ma ci ha addirittura scorazzato, orgogliosa di mostrarci la sua amata terra e a ragione.... ci siamo trovati davanti ad un paesaggio inaspettato. Nel centro della Spagna, scopriamo un spettacolare paesaggio alpino la montagna Palentina, un solitario e trasparente laghetto circondato da una cornice di imponenti monti (che vanno dai 1.500 ai 2.500m), una passeggiata e un caffè nella terrazza panoramica del Parador a chiacchierare come vecchi amici....
Sveglia presto, colazione e alle 7.30 siamo già in cammino in una bella giornata tersa dall'aria frizzante (7°), lasciando Cervera e la sua bella piazza porticata con la segnaletica del Cammino Liebaniego Castellano, mentre le nostre indicazioni sono, già da un po' di giorni, carenti. Le frecce gialle sono poche o nascoste spesso dalla vegetazione, ci aiutiamo con le tracce scaricate sul telefono....ne sa qualcosa Andres che più volte ha allungato di parecchio il percorso perdendosi, oggi riprende il Cammino nonostante una "bella" piaga nella pianta del piede. Ci inoltriamo subito nel bosco, su sentieri che salgono e scendono adorni di ginestre in un bel paesaggio montano, alternando pascoli a campi di grano e miniere di carbone, sempre in vista della splendida Cordigliera Cantabrica che il Camino Olvidado segue nella parte meridionale, ad una altezza di 1100-1200m. Piccoli i paesi attraversati, con le solite belle chiesette e la gente ospitale, anche se non conoscono il Camino Olvidado, vedono che siamo pellegrini per Santiago, pochi i servizi, sempre presenti le fonti e bar aperti saltuariamente....Nel primo (dopo 13km) arriviamo troppo presto, apre alle 13.00....il secondo (un bar sociale) appena in tempo, chiude alle 13.00, son già passati oltre 20km, ne approfittiamo per un aperitivo con croccante cotenna di maiale fritta! Tappa non difficile, leggeri saliscendi, aiutati da un clima favorevole, ma particolarmente lunga 39 km e oltre considerando che Guardo è una città molto sparsa. L'ostello è un po' fuori dal centro, ci sono già gruppi di ragazzi in "ritiro" sportivo, così ci concediamo un hotel a tre stelle con sconto pellegrino!