mercoledì 30 giugno 2010

8° tappa Castro-Fonsagrada 21 km

Ieri sera l'allegra famiglia ci ha comunicato che si prendera' un giorno di descanso (riposo), la scusa era il niño, il realta' sono i genitori che hanno dato il collo (33-35 anni, fanno il Cammino per avere un altro niño) comunque ci sentiremo telefonicamente per ritrovarci a Santiago ed andare assieme a Finisterre. Cosi' alle 7 partono i 2 ragazzi spagnoli nostri coinquilini e alle 7.30, dopo aver svegliato Veronika come ci aveva chiesto, scendiamo per un abbondante colazione che ci aiutera' a partire meglio! Lasciamo il silenzioso borgo di Castro, immerso tra verdi colli (800 mt) in una soleggiata e gia' calda mattinata. Il sentiero si snoda ondulato tra cappelle e fattorie, quasi sempre al sole fino a salire ad El Acebo, confine tra Asturia e Galizia con i caratteristici mulini a vento moderni, incontrando l'aitante francese e la francesina (in viaggio attraverso i Cammini di Spagna e Portogallo). Due soste in altrettanti bar interrompono il Cammino odierno, non tanto per la diffficolta' del percorso, ma per il sole cocente. Il primo locale e' d'epoca, come il proprietario e la pulizia...... lascia un po' a desiderare, cosi' Marina ordina un cafe'-leche, ma l'oste va in un'altra stanza e torna con una tazza di brodaglia dal colore e sapore strano, con le stelle come il brodo!? Fabrizio prende una coca e gli viene offerto-imposto, raccomandandosi che sono gratis dei tapas, unte tartine con (?)porchetta!? Comunque come dice il detto "quello che non uccide fortifica" o meglio come diceva la nonna Ida " paseda da e gargaroz e tota merda e loz...." Opposto l'altro locale, ricercati arredi in stile antico con belle rifiniture , ma bocadillo e avventore sono normali, anzi molto gentili ci offrono una coca che Marina ha rovesciato rompendo anche il bicchiere! Verso le 13.30 affrontiamo l'ultimo km, chissa' perche' sempre il piu' difficile e assolato, si inoltra a Fonsagrada (Fontesacra) che dal nome preannunciava antiche origini, in realta' e' una brutta cittadina, in stile Germania dell'est commenteremo con Veronika, con alti palazzoni assolati in un contesto montano!¿ Sempre con Veronika (la tedeschina che si e' appena laureata e prima di intraprendere a lavorare, in autunno, si e' presa un po' di tempo...... parla inglese, francese e spagnolo...) chiacchieriamo e pranziamo sui gradini del Telecentro aspettando l'apertura della sala internet. La gentile addetta ai computer ci dice che in paese non c'e' l'albergue (1,8 km oltre in un borgo senza negozi e con pochi posti letto), cosi' ci facciamo consigliare un posto per dormire. Ritroviamo anche i pellegrini spagnoli locali, quelli col pulmino, che ci consigliano la Pensione Cantabrico (ci sono anche loro e li ritroveremo anche al ristorante). Camera molto pulita, con bagno e Tv a 35€, festeggiamo cosi' anche se con un giorno di ritardo l'anniversario, concludendo con cena in una Pulperia, per assaggiare il famoso pulpo alla gallega!!!

lunedì 28 giugno 2010

7° tappa Berducedo-Castro 27 km)

Grazie a tutti per gli aguri.
Mattina senza nebbia e subito soleggiata partiamo verso le 7.30 (dopo noi solo i 3 spagnoli), facciamo una mini colazione in albergue (saletta con tavolo, piastre elettriche e lavabo) perche' i bar aprono solo dopo le 9.00! Alla Mesa, 4 km dopo, fuori dall'albergue incontriamo Jose' che ha ancora i postumi della festa che ieri sera (vino, carne e balli all'aperto) e ci chiede qualche biscotto (prossimo bar-negozio solo a 15 km) ritroviamo anche Veronika, la giovane tedesca (25 anni, viaggia sola per 2 mesi e spesso dorme in tenda) che a Bodenaya faceva colazione con la zuppa di verdure, qui addenta un peperone!). Superiamo gli strancalati Baschi (che hanno ronfato per 12 ore) e l'allegra famigliola, che ricordandosi del compleanno di Marina gli fanno gli auguri, oggi di giallo vestita (hanno 3 maglie ognuno, gialle, arancio e verde e indossano lo stesso colore, quindi sono facilmente individuabili anche da lontano) a cui si unisce anche Jose', Marina, dolorante per le vesciche, riuscira' a proseguire grazie ai sandali, provvidenziali nell'ultimo tratto. Il primo tratto e' in ripida discesa, tra pascoli e poi si inoltrera' nel bosco in una fitta vegetazione con splendidi scorci sul lago. A livello della diga (che forma un'ampio lago) che l'oltrepassiamo, il Cammino si immette nella statale (per quasi 5 km) in salita e sotto il sole! Inaspettatamente un bar con terrazza panoramica sul lago da dove descansado (riposati) vediamo arrivare ansimanti la famiglia e il trio di ragazzi spagnoli . Arriviamo a Grandas de Salime, con il cicho Alejandro in testa tutto pimpante, oltre le 14.00, in tempo per il Gran Premio di Formula Uno e successivamente la partita Germania-Inghilterra (con Veronika che ad ogni goal tedesco esulta timidamente!) L'albergue del paese, presso il municipio, e' piuttosto piccolo con letti a castello anche a 3 piani; ci sono gia' molti pellegrini ( Jose', i Baschi di San Sebastian e quello di Bilbao, i 3 spagnoli di Almeria, i 2 fratelli madrileni) cosi' ci facciamo una rinfrescante doccia e dopo il pomeriggio sportivo. insieme alla famiglia (madre e figlio cantano per passare meglio il tempo) ripartiamo per il paese successivo, 6 km si fanno facilmente e nel borgo antico di recente ristrutturazione, c'e' un bel albergue privato in stile, faranno bocadillo per cena mentre guardiamo la tv. Per festeggiare il compleanno (e' arrivata anche Veronika oltre a 2 ragazzi spagnoli) Torta di Santiago insieme agli amici pellegrini e ai 2 giovani hospitaleri.

6° tappa Pola de Allande-Berducedo 17 km

Verso le 6.00 inizia il movimento e alle 7.30 siamo gia' tutti in Cammino senza tralasciare la sosta al bar, giornata un po' nebbiosa ma tempo buono. Marina inizia ad aver problemi con le vesciche, una pellegrina spagnola ci offre un compeed, cerotto x vesciche sponsor del Cammino, ogni Pellegrino ne possiede almeno una confezione, e si prosegue piano comunque siamo sempre con i 5 ragazzi in ostello Pola de Allande. Ben presto il sole comincia ad uscire e il sentiero a salire irto e pietroso, mentre la boscaglia lascia il posto a pascoli e felci. Arriviamo in vetta a 1200 mt (poco prima c'e' una fonte), bel panorama sulla vallata e i monti circostanti, ritroviamo il pulmino d' appoggio dei pellegrini "locali", l'autista ci riconosce e vedendoci accaldati ci offre da bere acqua fresca, due chiacchiere e si prosegue. Arriviamo a Lago (il sentiero per il lago e' chiuso per lavori) e ci fermiamo al bar dove sono anche i 3 ragazzi spagnoli (un maschio e 2 femmini) e l'altra coppia di spagnoli (fratello e sorella ) al primo giorno di Cammino. Ancora in forza decidiamo di proseguire per Grandas de Salime, incontreremo anche i primi ciclo-pellegrini ma della famiglia di Tenerife non abbiamo piu' notizie! Ora il percorso e' semplicemente ondulato cosi' dopo 4 km siamo a Berducedo, precedendo il trio spagnolo che si era perso nel bosco, all'albergare ritroviamo i 2 giapponesi e il mattiniero e l'atletico Pellegrino di Bilbao. Ambiente piccolo, dall'atmosfera "pesante", solo 10 posti cosi' quando dopo un' ora (alle 15.00) arriva la famiglia ci sono rimasti solo 2 posti. All'inizio decidono di dormire in 2 in un letto poi troveranno una camera presso un privato e il loro posto verra' preso dalla stanca coppia di San Sebastian ( si ritengono baschi non spagnoli, come se noi ci reputassimo padani e non italiani!) Arriveranno altri pellegrini , Jose' di Malaga, 2 francesi (un aitante cinquantenne e un pasciuto sessantenne dalla lunga barba bianca!) e per ultima l'amica brasiliana (quarantenne) che si sistemeranno chi da privati chi in tenda e chi proseguirà per il prossimo albergue. Aspettiamo le 8.30 per cenare nell'unico ristorante del piccolo paese "Laculpafuedemaria", il cuoco ci spiega che il menu' al sabato e alla domenica e' solo alla carta (minimo 30€), così sia noi che i giapponesi compriamo qualche genere alimentari al negozio-bar e decidiamo di mangiare sulle panche all'aperto. Birra e caffè e un po' di partita e verso le 22.00 decidiamo di andarci a coricare. All'albergue l'atmosfera sempre piu' pesante , i 2 di San Sebastian sono a letto dalle 7.00 con tutte le finestre chiuse, Marina ne apre subito una e le altre verranno aperte dai ragazzi spagnoli ritornati molto tardi essendo stati a una festa paesane nel paese vicino.


5° tappa Tineo-Pola de Allende 31 km

Notte agitata roncadori, caldo e 1 zanzara..... alle 4.30 suona il`primo cellulare, ma si alzano solo dopo un'ora! Grande movida cosi' alle 6.30 ci alziamo anche noi, i giapponesi accendono le luci e Jose' che voleva dormire e' costretto a svegliarsi! Sosta al bar per la colazione, la giornata e' gia' molto afosa e si inizia subito con una salita su sentieri pietrosi attraverso pascoli e radi insediamenti (molte grandi fattorie). Mentre siamo in sosta (9.30) veniamo superati da un aitante basco (che soprannominiamo Bilbao, come la sua città, 55-60 anni) proveniente da Salas (25 km) e diretto a Pola (50 km! e non si sente neanche bene!!), al bar ritroviamo l'allegra famiglia e arranca la stanca coppia basca (di 34 anni, un po'robusti, che avevamo superato in precedenza) decideranno di fermarsi qui a Campiello, invogliati anche dall'intraprendente oste Herminia e dalla partita serale della Spagna. Sono lolle 12.00 cosi' decidiamo di continuare, fa molto caldo e il sentiero si snoda tra pascoli assolati, dopo 3 km c'e' l'isolato e incustodito (ma con tutti i servizi!) albergue di Borres, altri 3 km e ci fermiamo sudati al negozio-bar della Mortera. E' senz'altro il piu' pittoresco finora incontrato, tipo degli anni passati come la sua proprietaria, famosa conoscitrice dei luoghi e prodiga di consigli, ci serve il caffe' che va a fare in casa con la moka.....l'arredamento lo vedrete nelle foto....Arrivano una decina di pellegrini spagnoli della zona (50/60 anni) senza zaini con pulmino d'appoggio, fanno una parte del Cammino Primitivo a tappe e alla sera tornano a casa a dormire. Altri 11 km su e giu' per la montagna mentre continua il caldo , ennesima tappa al bar di Porciles, singolare personaggio l'avventore che intraprende con Fabrizio una colorita conversazione sui luoghi turistici d'Italia.....ci molla a fatica con un bacino solo alle 17.00 passate. Gli ultimi 4 km, per lo piu' in discesa e nel bosco ci portano velocemente a Pola de Allende dove nell'ostello ritroviamo il velocista di Bilbao (e' arrivato alle 14.00!) i due giapponesi, un trio spagnolo (tipo Gaetano, Tania e Lara, sui 30 anni) e fratello e sorella madrileni (sui 30 anni) alla loro prima tappa. Ambiente spazioso, pulito, ma anonimo, si pagano 3€ a persona che viene a ritirare un hospitalero alla sera. Inizia a piovere, ma fa ancora caldo, usciamo per la cena e troviamo il Telecentro (punto internet gratis) aperto fino alle 21.00, breve sosta fino alla chiusura poi andiamo a cena all'osteria El Casino (consigliata per pellegrini?!¿ un'insalata mista, pane, 1 birra e due caffe' 20.70€ vedremo poi menu' del dia 8€, ma ci ha detto che non c'era!!!) ci sono anche i giapponesi e alcuni locali che seguono animatamente la partita della Spagna, tipico e interessante ambiente popolare. Lasciamo il locale verso le 22.oo, mentre gli spagnoli iniziano ad ordinare la cena!

sabato 26 giugno 2010

4° tappa Bodenaya-Tineo 15 km

La musica new-age risuona alle 7.30 come concordato, ma siamo gia' tutti pronti. Colazione comunitaria (2 tedeschi prima del latte si fanno il resto della sopa di ieri sera!); ci salutiamo e alle 8.30 siamo gia' in partenza (alle 8.00 e' passata la famiglia spagnola, ormai nota a tutti per la sveglie mattutine alle 5.00, fa tappe brevi perche' non ama girare con il caldo). Da oggi lasciamo i lavori stradali e percorriamo sentieri ondulati tra i boschi, ad El Pedregal, il solito baretto-negozio facciamo la seconda colazione mentre fuori splende un bel sole. Poi inizia un lungo tratto di sentiero ombreggiato e molto fangoso, in certi punti si sprofonda fino alle caviglie! Tappa breve, verso le 12.00 arriviamo all' albergue municipale di Tineo, siamo i primi, e' ancora chiuso allora, come indicato sulla porta, andiamo a ritirare le chiavi al bar. Ambiente situato presso il centro sociale, un ampia camerata ( 24 letti, 2 bagni e un microonde) molto pulita, odora ancora di candeggina. Ci sistemiamo e dopo la doccia inizia il lavaggio dei panni e delle scarpe infangate. Dopo un' ora arriva l'allegra famiglia spagnola, seguita dai Baschi come amano puntualizzare, Jose', il ragazzo spagnolo incontrato a Cornellana e 2 giapponesi attempati. Alle 16.00 ritrovo al bar per seguire il mondiale dell'Italia......... tifo anche da parte degli spagnoli che pero' non esitano a dare del burro (asino) ad un giocatore che sbaglia.... e a fare le solite battutine sulla mafia! Giretto per la cittadina molto estesa e terrazzata con il centro in via di restauro, fa piuttosto caldo (29º) cosi' torniamo all'ostello e dopo poco cena al ristorante con il solito menu' del Pellegrino. Alle 22.00 sono gia' tutti a letto perche' hanno domani mattina hanno la sveglia alle 5.00.... l'ultimo che si corica deve chiudere a chiave il portone d'ingresso.

venerdì 25 giugno 2010

3° tappa Cornellana-Bodenaya 20 km

Notte tranquilla, abbondante colazione da Mario (aperto fin dalle 6.00 ma noi ci siamo alle 8.00) che ci dice che e' meglio seguire la statale del sentiero, ma non gli diamo retta....e cosi' dobbiamo tornare in dietro! Sentiero su e giu' tra i monti con molte deviazioni su strada per i soliti lavori stradali. Verso le 12.00 arriviamo a Salas centro anonimo ma con tutti i servizi, picnic nel parco cittadino dove ci sono anche le 2 giovani spagnole incontrate ieri a Grado e la famiglia che farà tappa qui. Ripartiamo verso le 15.00 sotto un sole cocente e dopo molte deviazioni finalmente alle 18.00 arriviamo a Bodenaya, piccolo borgo senza servizi, ma con un delizioso albergue. E' una casetta recentemente ristrutturata da Alejandro, ex taxista madrileno dedito al Cammino, attualmente gestito da 3 hospitaleri, una ragazza spagnola, Marcos spagnolo trapiantato in Svizzera, giovanottone cugino del proprietario e Alberto che ama definirsi pellegrino-hospitalero. Originario della provincia di Como, con una lunga storia alle spalle, ha trovato nel Cammino la sua ragione di vita. Qui il Pellegrino viene accolto e coccolato e gli viene offerta la cena e colazione dietro donativo non obbligatorio. Siamo in 8 (3 tedeschi, un inglese e le 2 spagnole) tutti giovani apparentemente alternativi, in abbinamento con la musica di sottofondo (stile reege) e l'arredamento ( foto del Che, simboli indiani, bandiere della pace.....). La cena e'composta da una sopa asturiana (tipo minestrone a grandi pezzi con carne e minestra), un insalata mista, frutta e vino. Due chiacchiere sotto il portico, si concorda l'orario di sveglia e alle 22.00, con il sole ancora alto, siamo gia' a letto!

martedì 22 giugno 2010

2° tappa Escamplero-Cornellana 25 km


Doriga caffe' Albergue Monastero di Cornellana Cena nella taberna







Abbiamo dormito di sasso, non abbiamo sentito rientrare nemmeno gli spagnoli! Ci svegliamo alle 6.00 ma ci alziamo solo alle 7.00 visto la nebbia che avvolge i monti circostanti. Facciamo colazione in cucina e con comodo partiamo verso le 8.00, aria fresca e il sole stenta ad uscire, cosi' camminiamo piacevolmente fra boschi di eucalipto e felci. Al paese di Premoño, 4 case, un baretto-negozio ci fermiamo per la seconda colazione gli unici avventori sono la famiglia spagnola alle prese con succhi di arancia, caffe-leche e mega bocadillos al jambon e queso (con la muffa!) rigorosamente asturiano, da cui anche noi non ci asteniamo! Dopo vari saliscendi (impegnativi!) in carraie secondarie in parte ombreggiate (per fortuna, ora il sole picchia!) arriviamo a Grado, vivace cittadina (punto internet gratuito presso il centro culturale nuovo, grazie a Zapatero), alle 14.00 si riparte ora e' veramente caldo il percorso e' sempre ben segnalato nonostante i numerosi cantieri con automezzi che ci fiancheggiano e ci impolverano. Ad Doriga sosta al bar, tipico ambiente popolare anni '50 (prendiamo il caffe'-solo, il piu' simile al nostro espresso che ci viene servito da un thermos in tazzine spaiate), la loquace locandiera ci mostra i giornali della settimana scorsa con le foto della devastante alluvione del Rio Arre. Una mucca viva e' stata recuperata alla foce del fiume dopo 15 km e abbiamo visto una parte del Cammino dove il fiume ha esondato, coperta di detriti tra i rami ad altezze superiori ai 2 metri. I restanti 3 km fino a Cornellana sono abbastanza in piano e dopo gli integratori (dopping!) andiamo come una scheggia e alle 18.00 arriviamo all' albergue. Situato in un'ala ristrutturata del Monastero e' composta da 2 ampie camerate con 24 letti e ben 6 bagni occupati per ora solo da 6 giovani (spagnoli,inglesi e tedeschi). Solita doccia, bucato e primo interventino sull' ampolla di Marina, verso le 20.00 andiamo a cenare in una tipica taberna menu' del pellegrino 12€( insalata ricca, polpette con peperoni, calamari alla gellega, carne alla brace, patatine e birra), pensavamo di essere i soli, in realta' gli avventori spagnoli arriveranno dopo le 21.00. Ritorno in albergue chiacchiere sotto il portico con il ragazzo di Malaga (stanco perche' partito in mattinata da Oviedo) fino alle ultime luci del dia......... 22.45!!!











PS. non riusciamo a telefonare e ad inviare sms dal cellulare ma riceviamo, perche' la copertura, per ora, e' di un unico opetatore incompatibile

lunedì 21 giugno 2010

1° tappa Oviedo-Escamplero km 15





Siamo partiti ieri sera dall'aeroporto di Bologna sotto una pioggia battente (sono andati peggio Gianni e Monia, che ci hanno dato un passaggio poi hanno proseguito per Modena per un concerto all'aperto!!!) dall'aereo si vedeva solo una fitta nebbia, ma in prossimità' di Girona il cielo si e' schiarito mostrandoci la costa illuminata da un bel tramonto. Arriviamo alle 23.00 (con 20 minuti di anticipo) e subito prendiamo il bus che in poco piu' di un ora (e 12€!) ci porta a Barcellona, qui non piove anzi ci sono 25º e la citta' pullula di gente di ogni eta'. Alle 2.00 prendiamo un altro bus per l'aeroporto El Prat (quasi un ora di tragitto), un ambiente lindo e tranquillo dove, ci sistemiamo alla meglio nelle poche sedie libere. Verso le 5.00 l'aeroporto si anima e alle 7.00 siamo gia' in volo per Oviedo, dall'alto splendidi panorami ravvivati da un bel sole. Ancora un bus (40 km) ci porterà al centro di Oviedo da dove finalmente si inizierà camminare. Giro turistico per la citta in particolare la cattedrale (che conserva il sudario di Cristo tipo la Sindone versione ridotta), la splendida chiesa romanica fuori citta' (il centro e' piuttosto moderno) poi via lungo il Cammino Primitivo ben segnalato fin dalla partenza. Il sentiero si snoda, prima per qualche chilometro attraverso la citta' poi si inoltra tra boschi e pascoli attraverso belle case che conservano nel giardino il tipico horreos asturiano (molto piu' grande del gallego) l'antico granaio ora spesso adibito a dependance. Un po' stanchi per le poche ore di sonno e limitati dagli scarsi punti di sosta del Cammino Primitivo ci fermiamo ad Escamplero (piccolo paese montano disposto lungo la strada con 2 ristoranti, un piccolo negozio con un po' di tutto), verso le 17.00 dopo appena 12 km. Nell'ostello, sistemato nell'edificio del centro sociale c'e'una stanza con 12 letti, 2 bagni e una cucina, c'e' gia' una coppia di origine venezuelana, ma residente a Tenerife, con il figlio dodicenne. Il locale e' gestito dal famoso Fernando, proprietario del bar-ristorante dove bisogna registrarsi, pagare (2€ a persona) e prender le chiavi. Facciamo la spesa per la colazione perche' il bar apre alle 9.00 (in linea con il ritmo spagnolo), doccia, conversazione con i coinquilini poi di nuovo al bar per la cena. Sono le 20.30 e gioca la Spagna (mondiali di calcio 2010) c'e' grande fermento e animazione e il sidro va via a fiumi (e' usanza versare il sidro nel bicchiere dall'alto, berlo tutto in una volta e gettare per terra le ultime gocce rimaste nel bicchiere!?schiuma?). Qui il menu' del pellegrino e' 20€, ma siamo stanchi cosi' prendiamo solo un insalata a 12€ (ma e' arricchita con verdure crude, cotte, tonno, uova sode, olive, asparagi, uva passa,speck, formaggio.........) e alle 22.00 sotto un sole ancora alto andiamo a nanna.

sabato 19 giugno 2010

SIAMO RITORNATI!!!!!!!!

DA TURISTI PER CASO A PELLEGRINI PER SEMPRE
A poco più di un anno dal Cammino 2009 finalmente si riparte!! Già lo scorso anno, all'arrivo a Santiago avevamo immediatamente capito che il Cammino non sarebbe finito lì......anzi, non era che l'inizio .................. Ci siamo imbattuti casualmente nel Cammino ben 14 anni fa durante un viaggio in camper e c'è entrato in testa come un tarlo, lo abbiamo estirpato solo l'anno scorso, ma ci siamo ammalati di Santiaghite! Così ora siamo nuovamente pronti alla partenza, domenica sera (20 giugno) voleremo da Bologna (21,30) a Barcellona (o meglio Girona, 23,15) ci trasferiremo coi mezzi pubblici in centro città e di lì all'aeroporto principale (El Prat) dove dormiremo, si fa per dire, nelle scomodissime sedie (causa braccioli fissi!) in attesa di ripartire lunedì mattina (7,00) per Oviedo (8,30), inizio del Cammino Primitivo. Questo è il più antico di tutti i Cammini che vanno a Santiago, la storia racconta che Alfonso II (detto il Casto re delle Asturie) durante il ritrovamento della tomba di San Giacomo (nell' 813) partì da Oviedo (capitale del suo regno, ora il re è Fernando Alonso che qui è nato!) per andare a conoscere i luoghi della scoperta, fece costruire la prima chiesa e diventò così il primo pellegrino della storia del Cammino. E' un percorso lungo circa 360 km che si snoda in un paesaggio prevalentemente montano (qui la nostra amica-pellegrina Monique si sentirebbe a casa), più selvaggio e solitario del principale Cammino Francese, percorso lo scorso anno, in cui si immette poco prima di Santiago. Meno frequentato di altri Cammini, molto impregnato di storia, lo abbiamo scelto anche per via dell'anno Xacobeo (il giubileo è quando S.Giacomo, 25 luglio, cade di domenica) per cui è prevista un'affluenza massiccia, sperando di trovare meno traffico. Lo dovremmo percorrere in circa 15/16 giorni e altri 3 (altri 100km) li impiegheremo per andare da Santiago a Finisterre (l'antica fine della terra) sulla costa atlantica dove ci attenderà un meritato riposo di 1 o 2 giorni. Ritorneremo a Santiago col mezzo pubblico da dove in aereo faremo ritorno a casa (previsto per domenica 11 luglio). E' stata un po' sofferta la scelta dell'abbigliamento, siamo in giugno/luglio, ma siamo anche in montagna, quindi abbiamo optato per un equipaggiamento leggero con l'aiuto di un pile e un kwey in caso di abbassamento delle temperature, comunque il peso degli zaini è quasi uguale a quello dello scorso aprile ( un totale di 15kg da ripartire equamente, fatte le debite proporzioni, in 10kg abbondanti per Fabrizio e 5kg scarsi per Marina!). Ai prossimi post, internet permettendo............

mercoledì 29 aprile 2009

SENZAZIONI

Il camino e' finito, si intrecciano le emozioni piu' opposte, felicita' per aver terminato il percorso e tristezza per averlo concluso in cosi' breve tempo. Dispiaciuti per aver lasciato gli amici conosciuti, perche' anche se vuoi stare solo puoi farlo, ma in un qualsiasi momento puoi sempre affiancare o essere affiancato da qualcuno con cui poter condividere questa esperienza e si crea cosi'un legame inspiegabile, pellegrini che giorno dopo giorno si sostengono, si aiutano, si scambiano una parola di incoraggiamento. Le motivazioni per cui si fa il Camino sono varie ma l'obbiettivo e' lo stesso, la serenita', liberando la mente e il fisico dallo stress che si e' accumulato vivendo in una societa' dove i valori piu' importanti sono solo quelli materiali. La felicita' e' l'aver conosciuto tante persone di varie nazionalita' e "preso "da ognuna qualcosa, ma avere anche la consapevolezza di non rivederle piu'. Il Camino e' una sensazione unica che non vivrai piu' allo stesso modo, non camminerai piu' con le stesse persone ma e' ripetibile con nuove esperienze e nuove amicizie. Ci si chiede come in un periodo cosi' breve si possa creare un legame cosi' forte, non ci sono risposte ma bisogna provarlo. Nel cuore rimarranno i ricordi degli amici conosciuti: Andreas, Petra, Michael, Gerhard, Uwe, Mirco, Tullio, Roberto, Markus, Peter, Monika, Patric e tanti altri, ma un ricordo particolare vanno ad Alejandro e Monique. In particolare Monique che ha percorso con noi mezzo Camino portando allegria e un sorriso e con la sue disponibilita' ha reso piu' facile le avversita'. Non la potremmo mai dimenticare ha lasciato un segno indelebile dentro di noi, nel prossimo Camino speriamo di incontrare un' altra MONIQUE.

29-aprile Santiago

Lasciamo Monte do Gozo tranquillamente verso le 9.00, quelli che si attardano sono gli ultimi pellegrini che ormai hanno "espletato tutte le formalita' " e aspettano solo di rientrare a casa. Essendo gia' in possesso della Compostela, abbiamo "il diritto" di tornare in centro con il bus di linea, carico di romani in pellegrinaggio che attendevano un bus privato (ci avevano invitato anche noi, considerandoci "eroi")! Tempo piovigginoso, ci aspetta anche una lunga giornata un po' noiosa (ormai la citta' l'abbiamo visitata e del nostro gruppo sono partiti tutti). Sembriamo come l'oste in attesa che anche l'ultimo cliente lasci il locale per chiudere, cosi' scrutiamo la piazza in attesa di pellegrini noti. Ma Santiago ci riserva altre inaspettate emozioni, mentre gironzoliamo rivediamo Alejandro (di Barcellona) che dopo averci salutato ci invita al pranzo del pellegrino. E' una tradizione che il Parador (monumento nazionale oggi hotel di lusso e in origine albergo dei pellegrini) offra ai primi 10 pellegrini che si presenteranno con la Campostela prima delle 12.00, un pranzo coincidenza, mancano solo 2 persone per completare la rosa, cosi' ci aggreghiamo (c'e' anche il giovane tedesco mancato compagno di camera di Monique a Ponferrada). Il punto di ritrovo e' nel garage dell'hotel, ma alle 12.00 un addetto ci accompagna attraverso l'ingresso principale (tappeti lussuosi e arredi sfarzosi!)........ nelle cucine dove, come in un self-service ritiriamo il pranzo che andremo a consumare nell'antica sale del pellegrino. Con quest'ultimo pranzo del pellegrino concludiamo la nostra positiva esperienza che ha superato ampiamente le nostre aspettative........ e' stato veramente un BUEN CAMINO!



28-aprile Santiago

Un'altra notte "tormentata", cigolio di molle, russatori e per finire un regolare trillo ogni 15' (scopriremo essere un cellulare sotto carica!) cosi' alle 7.00 siamo gia' in strada in cerca di un bar aperto. Torniamo all'albergo verso le 9.00 con le briose per Monique perche' Fabrizio deve farsi perdonare la notte trascorsa ancora in ostello e non in hotel come voleva lei e ben presto ritorniamo a fare una seconda colazione tutti assieme. La giornata si presenta grigia e un po' variabile, passeggiamo per il centro, capatina all'internet-point in attesa della messa delle12.00. La vasta chiesa si sta' riempiendo e fra le tante persone ci sono numerosi pellegrini tra cui riconosciamo volti incontrati nel mese di Camino: la giovane coppia croata, quella canadese, quella lussemburghese, lo spagnolo visto a Grañon, Markus il belga, Patric il francese e tanti altri, chi con lo zaino chi in tenuta piu' rilassata con sandali o infradito. E' una forte emozione rivedere persone con cui si e' condiviso un'esperienza cosi' speciale ed essere cosi' "protagonisti" e non piu' spettatori! La messa delle 12.00 e' dedicata ai pellegrini durante la quale vengono enunciate le nazionalita' e il luogo di partenza del Camino in basi ai dati ottenuti con la compilazione della Compostela. Poi espletiamo i vari riti del pellegrino: abbraccio del santo, mano dentro la bocca del mostro,toccare i piedi di Re David (per ritornare).......... e per finire foto di gruppo prima del triste momento dei saluti. Siamo rimasti soli con Monique (nonostante la paura del'aereo si e' decisa a prenotare il volo di ritorno!) ritorniamo all'albergue a prendere gli zaini e decidiamo di cambiare posto per dormire, torniamo questa volta con il bus al Monte do Gozo dove ritroviamo Gerhard in compagnia di un simpatico neozelandese. Nell'ostello ci accoglie Manuel, hospitalero simpatico e gentile che cerca di sistemarci in una camera tranquilla dove ci sono solo 2 persone (che russeranno per 4!), la struttura ben tenuta e pulita e' composta da 20 camere spaziose da 8 posti oltre alle solite docce c'e' anche una moderna cucina e una sala soggiorno e stranamente non ha orario di chiusura. Cena al self-service del complesso, fine serata al bar (numerosi italiani in pullman) dove chiacchieriamo amabilmente alla "Trappattoni" con il simpatico Gerhard, Monique pur conoscendo francese e tedesco non c'e' d'aiuto .......... sta chattando! Saluteremo Gherard e Monique ( ha minacciato di venirci a trovare) domani mattina quando partiranno alla volta dell'aeroporto.

.....Saluti da Santiago............abbraccio al Santo
.......piedi re David---------Monte Gozo
.....................Monte Gozo ostello....................

martedì 28 aprile 2009

26° tappa Arca-Santiago 20 km

Ultima tappa, nonostante i pochi km da fare oggi contrariamente a quello detto ieri sera, ci svegliamo sempre presto (Andreas e' il primo a partire verso le 7.00 per essere a Santiago per la messa delle 12.00, noi l'abbiamo rimandata a domani. Giornata grigia e uggiosa che si adatta all'umore malinconico "per l'impresa" che sta volgendo al termine. Cosi' assieme a Monique e Gerhard intraprendiamo l'ultimo tratto di viaggio che, per una decina di km si svolge tra boschi di alti eucalipti. Dove aver costeggiato il moderno aeroporto e l'autostrada arriviamo a Labacolla, villaggio che conserva ben poco del passato se non qualche bella casa in pietra come l'ostello. Facciamo qui una delle ultime soste per un cafe-leche attardandoci un po' con altri numerosi pellegrini. Un ultima lunga salita ormai quasi sempre su asfalto ci conduce a Monte Gozo (Monte dalla Gioia mt 350), la collina e' caratterizzata dal discusso grande monumento in ricordo della visita di Papa Giovanni Paolo II (che diede un forte input al Camino di Santiago). Poco oltre in posizione panoramica sorge il mega-albergue a 800 posti letto situati in 30 gruppi di palazzine che degradano verso il basso dove si trovano tutti i servizi (ristorante, banca, lavanderia.....), insomma quasi un villaggio turistico con tanto di campeggio. Da quassu' dovrebbero vedersi i pinnacoli della cattedrale(!?), ma si nota solo l'ammasso dell'agglomerato urbano avvolto nella foschia, ci separano ancora 5 km di periferia dalla meta. Santiago ci accoglie con una pioggerella che diventa sempre piu' insistente e, bagnati fradici, senza quasi rendercene conto ci troviamo davanti alla cattedrale e come per magia si materializza Andreas! Non abbiamo modo di "ascoltare" le emozioni che si accavallano all'impellente bisogno di un riparo ormai fradici e infreddoliti, cosi' Andreas ci conduce all'ufficio che rilascia la Compostela ed e' solo qui che ci abbracciamo consapevoli di avercela fatta e di aver compiuto un'importante esperienza! Immortaliamo con foto il momento del rilascio dell'ambita Compostela consegnata dopo il controllo dei sellos (timbri) sulla Credenziale e la dichiarazione sulla veridicita' dell'aver compiuto il percorso a piedi. Sogghigniamo alla dichiarazione di Monique pensando all'autostop, alla jeep, e al taxi, ma in fondo su 800 km e' ben poca roba, e poi con il suo "perdersi" ha pienamente compensato. Rimaniamo delusi perche' sulla pergamena non e' scritto il luogo di partenza, quindi siamo equiparati a chi, per averne diritto ha percorso solamente gli ultimi 100 km! Rimane comunque un bel documento scritto in latino, in cui e' stato tradotto anche il nome, e a noi la consapevolezza di aver compiuto l'intero Camino Francese! Gironzoliamo per Santiago (ormai non piove piu') alla ricerca di un letto, diverso dal solito ostello, visitiamo bettole, stanze e hotel e ..... finiamo in un mini ostello familiare con camerate da 8 (3 portoghesi, 2 italiani, una svizzera, uno spagnolo e un tedesco!). Alle 20.00 ci ritroviamo all'appuntamento, noi 4 con Andreas, Peter (pellegrini francese) Petra e Michael per "l'ultima cena", dove si raccontano nelle varie lingue gli aneddoti e le esperienze del Camino. In particolare Monique ci tiene a ricordare l'ultimo episodio capitatoci poco prima mentre cercavamo l'alloggio: con l'albergatore salivamo le camere per un'angusta scala, fa fermare Fabrizio e Monique in una stanza, intimandoli di restare li' e prosegue chiamando Marina e Gerhard nell'altra matrimoniale (risate per lo scambio di coppie!). Terminiamo la serata in un bar dove ci saluteremo, con qualcuno definitivamente, e con altri ci rivedremo alla messa del pellegrino di domani. E' finito il Camino, questo cammino, non e' ancora ora di bilanci, quelli si faranno in seguito, ci piace terminare con una frase semplice e saggia di una nonnina spagnola incontrata in uno sperduto villaggio ".........NO ABLA ESPAÑOL, NO ES PROBLEMA, DA QUI PASA TODO EL MUNDO........."


Monumento al Papa



Arrivo a Santiago .............e firma per la Compostela


Ultima cena........

lunedì 27 aprile 2009

25° tappa Melide--Arca 33 km

I nostri compagni di camera, i ciclisti spagnoli, hanno puntato la sveglia alle 5.00 cosi' alle 7.00 siamo gia' in piedi anche noi. Partendo presto cercheremo di seminare la svizzera che, con il suo passo svelto ci raggiunge sempre. Evitiamo di tornare in centro, alla ricerca di un bar aperto, ma approfittiamo della panaderia (forno) gia' aperta, proprio di fronte all'ostello, prendendo ben 5 mega briose. Giornata umida e nebbiosa fino a mattina inoltrata, ancora leggeri saliscendi, i boschi di querce e castagni lasciano il posto a quelli di eucalipto dal caratteristico odore. La prima sosta la facciamo solo verso le 10.00, perche' attraversiamo piccoli paesi, nel primo bar aperto troviamo Andreas intento a scrivere, rimarra' ancora li' anche dopo la nostra partenza. Il gestore del bar parla bene italiano perche' e' uno dei tanti spagnoli che sono emigrati in Svizzera, cosi' chiacchieriamo un po'. Lungo il percorso ci messaggia Monique che e' nel bar dove ci eravamo fermati noi e ha trovato l'agenda di Andreas e se lo incontreremo di farglielo sapere (ci raggiugera' poco dopo, il ragazzo ha il passo svelto!). Si attraversano centri e paesi anonimi che hanno perso l'antica bellezza sopravvivono solo gli horreo i tradizionali granai spesso rimaneggiati e le croci votive. A proposito di croci, lungo il Camino fin dai primi giorni, si trovano lapidi in ricordo di pellegrini morti lungo il percorso quest'ultima e' in ricordo di una cinquantanovenne morta serenamente nel letto a Santiago dopo aver percorso il suo secondo Camino. Giornata scorrevole, ma senza particolari degni di nota, sara' perche' ormai siamo alla fine, o sara' perche' Monique non e' con noi. Questa volta la Svizzera e' stata battuta dall'Italia, lei dice per problemi ai piedi e perche' ancora una volta e' riuscita a perdersi comunque sia oggi era in compagnia del bel Gerhard. Quando la messaggiamo siamo con Andreas nei pressi di Arca (dopo 33 km) e pensiamo di continuare per altri 8 km, in modo da riuscire ad essere a Santiago domani prima della messa di mezzogiorno. Monique ci prega di fermarci ad Arca perche' non ce la fa' piu', infatti arrivera' con 2 ore di stacco assieme al sorridente bavarese. Ci siamo piazzati all'ostello municipale, dove sarebbe stato piacevole farci una bella spaghettata vista la bella cucina, ma alla domenica e' tutto chiuso cosi' optiamo per il ristorante per l'ultimo menu' del pellegrino. Monique chatta fino all'ultimo momento, cosi' Marina ordina anche per lei, arrivera' trafelata e con una gran fame (tanto per cambiare) non sapendo cosa l'aspetta. Il primo piatto non e' la solita zuppa, ma un misero brodino in tazza e allora giu' a ridere! Andra' meglio con il secondo piatto un'abbondante porzione di pollo e contorni, l'immancabile dolce e il solito vino. Poi ci accorgiamo che mancano 10' alle 22.00 ed allora via di corsa perche' ormai chiudono il portone! E' l'ultima sera da pellegrini, domani l'ultima tappa poi torneremo alla "normalita' ", non avremo piu' il menu' riservato, la credencial per avere un letto, l'orario per rientrare, il dormitorio comune, uno zaino in spalla e tutto questo un po' ci manchera'!







sabato 25 aprile 2009

24° tappa Portomarin--Melide 41 km

Ieri sera, mentre stavamo lasciando il bar incontriamo Petra e Michael (Andreas ha proseguito)che si sono sistemati in un ottimo albergue privato (beati loro sono soli!) e concordiamo di ritrovarci la sera seguente (dopo una trentina di km) per arrivare insieme a Santiago. Rientriamo in ostello alle 22 passate, camerata caldissima ed affollata, sono quasi tutti a letto con i roncatores gia' in azione. Monique arrivera' come al solito all'ultimo momento, a luci gia' spente siamo rimasti svegli per vedere se rientrando combinasse qualche guaio, ma quatta quatta si e' infilata nel suo letto. Marina ha dormito tranquillamente per tutta la notte, Fabrizio e Monique invece sono un po' stravolti dalla nottata calda e rumorosa e dai pellegrini mattinieri, cosi' in fretta andiamo al bar. Stamane colazione colossale (briose, cappuccino, succo di arancia e pane tostato), prima dello 8.00 lasciamo Portomarin e il suo lago ancora avvolto nella nebbia. Poi il cielo si schiarisce e si alternano sprazzi di sole a cupi nuvoloni, una leggera pioggia cessera' appena ci saremo imbacuccati con mantelle e calzoni antipioggia. Tappa simile alla precedente, ma con saliscendi piu' dolci e il paesaggio piu' collinare (600-400 mt) con ruscelli e sempre numerosi allevamenti di mucche dal caratteristico odore. Monique sta davanti a noi con il suo passo da montanara procedendo con Gerhard aitante bavarese. Arrivati al paesino (2 fattorie) dove avremmo dovuto incontrarci con Michael e Petra, Monique ci messaggia che e' chiuso, non ci resta che proseguire verso Melide (ancora 10 km!). Verso le 19.30 arriviamo all'ostello municipale, siamo in camera con 6 ciclisti spagnoli, mentre Monique e' al piano superiore non sappiamo con chi. Lungo il Camino la guardia civil (i nostri municipali) e le ambulanze girano in prossimità' del sentiero per un eventuale soccorso. Dalle principali cittadine e' presente un servizio di trasporto (a pagamento) delle mochillas (zaini) alle successive tappe, mentre bigliettini con i numeri dei taxi per i pellegrini stanchi spiccano tentatori attaccati agli alberi o pali lungo il sentiero. Ormai consci di farcela, siamo a 50 km dall'arrivo prenotiamo on-line l'aereo: partiremo mercoledi' 29 da Santiago alle 21.30 per essere a Barcellona alle 23.00 quindi movida fino alle 6.30 del mattino quando riprenderemo l'aereo per Milano, in treno arriveremo poi a Forli'.
P.S Monique e' un "importante", cosi' ci ha detto personaggio politico, del suo cantone (di casa) ma con il materiale in nostro possesso ha la carriera compromessa, se il leghista e' interessato si fanno trattative private! Inoltre la signora , anche se non li dimostra (ha un fisico da pin-up) ne' fisicamente ne' tanto meno mentalmente ha superato la quarantina, e' felicemente casalinga, sposata e con 3 figlie (19-18-13). A casa inseriremo il reportage completo!























venerdì 24 aprile 2009

23° tappa Sarria--Portomarin 23 km

Finalmente una notte tranquilla non si e' sentito nessuno roncare (russare) e Monique non ha neanche parlato nel sonno come e' solita fare (cosa dira'? non si sa). Indugiamo nel letto parlottando e ridendo, la svizzera ci fa iniziare la giornata sempre di buon umore, come faremo senza di lei?! Ci alziamo che l'albergue e' ormai vuoto (finalmente si puo' lasciare il posto senza fretta, fino alle 12.00!) andiamo in cucina a fare un abbondante e tranquilla colazione e verso le 9.00 inizia la marcia. anche oggi saliscendi in un bel paesaggio alpino, in un susseguirsi verde di querce e castagni, con i sentieri scavati nel terreno o stretti tra stalle e case, quest'ultime hanno nel cortile ' horreo, tipico granaio sopraelevato. dall'entrata in Galizia la distanza verso Santiago a scalare, e' segnalata da paletti miliari ogni 500 mt, qualcuno dice una presenza rassicurante, per noi un po' troppo opprimente, per Monique utile, cosi' potra' rendersi conto se e' sulla retta via. Oggi passiamo il mitico paletto che indica che mancano "solo" 100km a Santiago, speriamo di non rompere proprio ora ( incontro con un ciclista di Chiasso che lavora in Svizzera). fabrizio ha problemi alla caviglia, ed e ' un po' una palla al piede , come dice Monique, cosi' proseguiamo lentamente. Si distinguono nettamente i pellegrini appena partiti da Sarria, ancora freschi e puliti non hanno il nostro aspetto vissuto e trasandato. Verso le 15.00 decidiamo allora di fermarci a Portomarin, tappa in farmacia per cavigliera e antinfiammatori per "tutti", non si puo' mollare proprio ora! Il paese si trova in una vallata, sulle sponde di un lago artificiale, sara' anche un' importante tappa del Camino, ma l'aspetto lasci un po' a desiderare come l'ostello municipale. Moderno, funzionale, ma sembra un dormitorio-ospedale con le sue camerate di stretti letti, ci eravamo abituati bene ieri! Rivediamo i lussemburghesi, la giovane coppia canadese, i 2 amici tedeschi, i portoghesi ....... Facciamo, oggi con tranquillita', il solito rito pomeridiano: all'arrivo si fa la doccia, si "annusano" i panni per l'eventuale bucato (che se non si asciughera' in tempo verra' appeso allo zaino) si controllano muscoli e piedi, si spalma la crema si curano le vesciche di cui Fabrizio e' diventato esperto ( sterilizzare con il betadine, siringare, immettere betadine e fasciare), pubbliche relazioni, cena, internet (quando c'e' e Monique permettendo!) e finalmente a letto. La giornata partita inizialmente assolata ci ha permesso di arrivare in ostello senza bagnarci, poi ha iniziato a piovere ma ben presto e' tornato il sole. Grazie alla sosta anticipata e' stato possibile aggiornare il blog, non sempre c'e' internet e non sempre c'e' il tempo.




22° tappa Alto do Poio--Sarria 32 km

Abbiamo letto gli ultimi commenti sul blog e notato gli apprezzamenti sulle "avventure" di Monique (se ne potrebbe ricavare una sit-comm) piuttosto che sul Camino. Per quanto riguarda la descrizione della svizzera preferiamo lasciare ancora un po' di suspance e non svelare tutto subito. Dopo una notte fredda e agitata (coperte sul sacco a pelo), scricchiolii e russamenti alle 7.40 scendiamo per la colazione, mentre i lussemburghesi stanno finendo, ci fanno segno di non usare il burro perche' e' avariato (e pagheranno ben 10 euro per la colazione). Cominciamo bene, il gestore all'inizio si rifiuta di darci pane tostato dicendo "ora siete in Galizia e se volete fare colazione prendete caffe' e paste confezionate"! Dopo ripetuta insistenze ci porta il pane tostato che consumiamo solo con la marmellata e mentre Monique e Fabrizio vanno in bagno spalanca la porta e fa mettere fuori gli zaini, speriamo non siano tutti cosi' i galiziani! Mentre ce ne andiamo scende anche il trio (strano di solito partono dopo le 9.00) e sentito i nostri racconti vanno a fare colazione nell'altro bar. La giornata e' gia' bella e soleggiata, il sentiero piacevolmente ondulato in un bel paesaggio alpini tra molti pascoli. Lungo il percorso rincontreremo la signora russa, il bergamasco settantenne incontrato anche ieri (e' partito il 4 aprile!), e il camper di Gorizia che ci "segue" ormai da sabato, sara' in appoggio a qualche pellegrino. Solita sosta per la seconda colazione, oggi Monique cammina con il freno mano tirato per timore di ulteriore danni ai piedi, ma e' gia' in ottima forma. Attraversiamo boschi di castagni, piccoli borghi con molto stalle, sempre in leggero saliscendi e sempre con il caldo in aumento che ci costringe a diverse soste. Verso le 17.00 arriviamo a destinazione finale, Sarria, che ormai intravediamo da 2 ore, dovremmo attraversare tutta la cittadina che, trovandosi in una vallata (mt 600) e' molto assolata. Prima di arrivare all'albergue che e' l'ultimo di una lunga serie (perche' da qui parte la maggioranza dei pellegrini, cioe' quella che compie gli ultimi 100 km per avere la Compostela!) ci informiamo in tutti e alla fine sceglieremo il Don Alvaro. Ottima scelta, simpatico gestore, situato in un vecchio palazzo con stanze ampie, possiamo anche scegliere (su 10 letti a castello saremo gli unici occupanti). Il gestore scherza con Fabrizio che ha 2 "mogli", lui dice che sono 2 rompi e anche russatrici (senti chi parla), ci viene fatta visitare la casa, molto bella la zona attorno al giardino interno con saletta per cenare (decidiamo di cucinare qui) e zona tipo taverna con grande camino, inoltre c'e' internet free! Allora doccia, spesa, Monique si anche manipolare da un'esperto massaggiatore con tanto di foto che presto vedrete su internet! Ceniamo con spaghetti ai funghi, poi l'hospitalero ci invita attorno al camino acceso offrendo liquori e si parla, siamo noi 3, 3 portoghesi e 6 "nonne" francesi (sessantenni) Monique viene giusto il tempo di "farsi" qualche assaggio di liquore per poi ritornare alla chat, ne avra' fino alle 23 passate (era in astinenza da 2 giorni), il proprietario e' gia' andato a letto, pensera' lei a spegnere le luci e chiudere "la casa"!



Ostello di Sarria ....................sala da pranzo

.....................sala ritrovo e camerata